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"Madre" "Madre"
08
Mag
2018

Gli "orfani bianchi" in Romania

Cosa sono gli "orfani bianchi"? Dove si trovano? Ce lo racconta Marta Matta, la nostra volontaria di servizio civile in Romania, che da novembre del 2017 supporta il nostro partner Bambini in Romania Onlus e della sua controparte locale Fondazione Inima Pentru Inima, in percorsi di accompagnamento educativo e psicologico a bambini del distretto di Valcea.

Buona lettura!

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a cura di Marta Matta

 

Gli orfani bianchi in Romania

La Romania sta raggiungendo una crescita economica che supera il livello medio europeo. Nonostante i progressi, il paese continua a presentare delle problematiche di ordine economico e sociale favorendo il perpetuarsi di gravi disuguaglianze sociali che si riflettono in particolare nella condizione dell’infanzia. Infatti, secondo le stime Unicef sarebbero circa 350 mila i bambini abbandonati e che crescono senza le figure genitoriali.

Una delle maggiori problematiche, che la Romania oggi deve affrontare, riguarda i cosiddetti “orfani bianchi”; si tratta di minori con uno o entrambi i genitori emigrati all’estero in cerca di un lavoro migliore.

Le motivazioni di questa scelta sono legate a situazioni di miseria e di scarsità di lavoro, infatti la maggior parte dei lavoratori rumeni che ha attualmente un regolare contratto di lavoro deve sopravvivere con meno di 400 euro al mese.

Il fenomeno degli orfani bianchi investe molteplici tipologie di persone e di situazioni che hanno in comune la sofferenza che questi bambini si portano dietro. In alcuni casi i bambini vengono cresciuti da un solo genitore o possono fare affidamento a una, più o meno, solida rete familiare; ma nel peggiore dei casi questi bambini rimangono completamente senza punti riferimento, affidati a strutture residenziali per minori, entrando così nel circuito di protezione dell’infanzia.

Le conseguenze dell’abbandono nei minori che vivono questo trauma, dipendono dalla privazione dell’affetto della figura genitoriale. Questa attesa si trasforma in una sorta di malinconia a cui subentra il senso dell’abbandono, forme di apatia che possono sfociare in gravi forme di depressione e insofferenza o al contrario forme di iperattività con conseguenti disturbi nell’apprendimento. In alcuni casi, si possono manifestare degli atteggiamenti aggressivi e oppositivi nei confronti delle figure adulte e rapporti conflittuali con gli altri bambini.

Di fronte a questo scenario preoccupante, è da sottolineare che negli ultimi decenni il governo rumeno ha reso agibili vari servizi di protezione dell’infanzia con lo scopo di prevenire l’abbandono e migliorare le condizioni di vita di minori in difficoltà. L'Autorità nazionale per la protezione dei diritti dei bambini e l'adozione (ANPDCA) ha lanciato un progetto il cui obiettivo principale è trovare soluzioni per il reinserimento dei bambini istituzionalizzati nelle famiglie. Entro il 2020, la Romania si è impegnata a chiudere più di 180 istituzioni tradizionali e quindi a reintegrare un terzo dei bambini istituzionalizzati in un ambiente familiare. Nonostante la maggiore attenzione verso la condizione dell’infanzia, il problema dell’abbandono non è ancora stato sconfitto del tutto. Nel paese infatti si contano circa 160 istituti in cui sono ancora presenti circa 60mila minori. Rispetto all’epoca del comunismo, sono molto meno affollati e più curati dal punto di vista igienico-sanitario, ma totalmente carenti in termini di affettività e di una salda assistenza familiare, aspetti fondamentali per assicurare un coretto sviluppo psico-fisico e sociale dei minori presenti.

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