Nell’ambito della 12esima Settimana dell’Accoglienza 2026, CNCA Trentino-Alto Adige Südtirol e IPSIA del Trentino hanno organizzato l’evento “Storie di Accoglienza”, presso l’Hotel Oasi a Gardolo (Trento). Si è trattato di narrazione di storie vissute, con la testimonianza di un ospite attualmente residente nella struttura e racconto del percorso di una persona che ha soggiornato presso l’Hotel Oasi e che oggi risulta inserita nel territorio. È stata anche occasione per festeggiare i 5 anni della struttura.
Erano presenti la presidente di IPSIA del Trentino, Paola Martinelli, le ACLI del Trentino, con Walter Nicoletti e IPSIA nazionale, con Laura Vacillotto e Francesca Milan.
Nel raccontare l’iniziativa condividiamo il contributo di Paola Martinelli per la rivista delle ACLI trentine di settembre 2026.
ACCOGLIENZA INTEGRATA: UN AUSPICIO pro-futuro
IPSIA (Istituto Pace Sviluppo Innovazione Acli) del Trentino per la prima volta ha aderito alla settimana dell’accoglienza promossa dal CNCA Trentino-Alto Adige/Südtirol (Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza).
L’iniziativa, organizzata il 2 ottobre pomeriggio presso il centro di accoglienza ‘Hotel Oasi’, ha dato la parola agli ospiti che ancora vivono nel centro e ad altri che vi sono passati per un periodo della loro vita. Un’iniziativa che ha riflettuto sul termine "accoglienza".
Secondo il vocabolario Treccani accoglienza è “l'atto di accogliere o di ricevere una persona, insieme al modo con cui viene accolta. In particolare, il modo può essere caloroso, affettuoso, freddo, indifferente”. Questi vocaboli aiutano a riflettere sull’operato e servizio offerto, ormai già da 5 anni, presso l’hotel Oasi a Trento.
Partiamo dai numeri e dalla parte più oggettiva:
- l’hotel diviene centro di accoglienza a fine 2021. A partire dal 2022, in concomitanza con l’attacco Russo all’Ucraina durante la prima fase emergenziale, vi sono passate circa una cinquantina di persone in maniera transitoria oltre che divenire sede di raccolta materiali pro Ucraina.
- dal 2024, con “l’attenuarsi” dell’arrivo dei profughi dall’Ucraina, sono stati ospitati e sostenuti per brevi periodi circa una trentina di persone, di nazionalità principalmente nordafricana e pakistana.
- Oggi in OASI abbiamo 11 nuclei e 26 persone, di cui 6 nuclei ucraini, 1 nucleo georgiano, 1 peruviano, 3 nordafricani. Di questi, 8 sono considerati più vulnerabili di altri a causa di malattie, patologie pregresse, disabilità.
Riflettendo sulla parte soggettiva: come si è accolto presso l’hotel Oasi in questi anni? Quali parole fra calorosa, affettuosa, fredda, indifferente possiamo rintracciare?
Nel 2022 Il mio predecessore Giuliano Rizzi, il suo direttivo e i molti volontari hanno sicuramente accolto in modo caloroso ed affettuoso. Aggiungerei efficace in quanto spinti a trovare risposte rapide all’emergenza e da una vicinanza emotiva verso una popolazione prossima all’Europa.
Poi come tutti i processi di aiuto e solidarietà e con il “normalizzarsi” della situazione, il clima si è trasformato e, pur rimanendo molto attento alle persone ospitate nella struttura, l’interfaccio con il territorio di Gardolo e Trento nord si è ridotto.
Oggi l’hotel Oasi offre un servizio meno volontario e più professionale. Già da tempo vi lavorano persone formate e preparate a gestire un luogo dove ospiti con culture e background diversi convivono insieme.
A questo punto l’auspicio è che le due modalità di accoglienza si integrino utilizzando sia le risorse del generoso e caloroso volontariato che della rigorosa professionalità tipica dello staff di IPSIA nazionale e delle ACLI trentine. Forse talvolta fredda, ma che meglio garantisce sia la convivenza (fatta anche di regole) che una rendicontazione progettuale meticolosa.
L’auspicio è quindi quello di un’accoglienza integrata il cui beneficio principale è di ridurre le paure, impostare buone relazioni e, attraverso l’ascolto anche della comunità di Gardolo e Trento Nord e in generale del territorio, trovare modalità di interazione e integrazione.
Paola Martinelli - Presidente IPSIA del Trentino