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Il cambiamento climatico nel Corno d'Africa
04
Dic
2023

Il cambiamento climatico nel Corno d'Africa

La siccità, unita alle piogge intense di El Niño e alle temperature estreme, mette in evidenza il cambiamento climatico che il Kenya e altri paesi della regione del Corno d'Africa stanno affrontando.

El Niño e La Niña sono due fasi del fenomeno climatico naturale chiamato El Niño-Southern Oscillation (ENSO), che porta alla variazione da un anno all'altro del clima terrestre. El Niño è caratterizzato da temperature globali più calde, mentre gli anni di La Niña sono tipicamente più freddi della media. Ogni pochi anni, durante la fase di El Niño, i venti del Pacifico e le temperature della superficie del mare aumentano e causano cambiamenti nella circolazione atmosferica, cosa che influenza fortemente i modelli meteorologici globali. Gli impatti di El Niño si fanno sentire di solito per circa 6-12 mesi e sono più forti lungo l’equatore. Uno studio recente ha rilevato che gli attuali estremi di temperatura superficiale del mare guidati da El Niño si sono intensificati di circa il 10% rispetto ai livelli precedenti al 1960. La rilevazione si basa su studi precedenti che prevedevano che la frequenza di eventi estremi di El Niño avrebbe potuto raddoppiare nel corso del prossimo secolo a causa del più rapido riscaldamento superficiale dell'Oceano Pacifico orientale causato dall'aumento della temperatura globale. Pertanto, si prevede che gli effetti coincidenti delle temperature elevate e degli eventi di El Niño indurranno picchi record nelle temperature globali e un ulteriore aumento della probabilità che si verifichino condizioni meteorologiche estreme.

Da ottobre la presenza delle condizioni di El Niño ha innescato inondazioni fluviali improvvise nella maggior parte dell’Africa orientale, tra cui Somalia, Kenya, Burundi, Etiopia, Ruanda, Sud Sudan, Sudan, Tanzania e Uganda, con conseguente perdita di vite umane e mezzi di sussistenza e numerose persone sfollate. La situazione sta peggiorando con il protrarsi delle piogge,  e il Dipartimento meteorologico del Kenya (KMD) prevede piogge intense fino a gennaio 2024. D’altro canto, le condizioni più umide del normale consentiranno alle comunità di riprendersi dagli effetti della prolungata siccità del 2020-2023, ma è anche probabile che inneschino un'ondata di parassiti e malattie delle piante e del bestiame, mentre le popolazioni sfollate dalle inondazioni potrebbero essere soggette a rischi di insicurezza alimentare, violenza di genere e altre sfide umanitarie.

Alcune delle aree più colpite sono state le terre semiaride, dove la pastorizia è il motore economico per i mezzi di sussistenza. Queste aree si stanno ancora riprendendo dalla peggiore siccità degli ultimi 40 anni, che ha portato ad alti tassi di malnutrizione e insicurezza alimentare. Per mitigare gli effetti del cambiamento climatico sopracitati, le dighe di sabbia si stanno dimostrando una soluzione tecnica applicabile alla maggior parte degli ambienti aridi e semiaridi.

Una diga di sabbia è un muro di cemento armato costruito su un fiume sabbioso stagionale. Si tratta di una tecnologia semplice, a basso costo e a bassa manutenzione che rallenta il corso del fiume in piena (seppur consentendo all’eccesso di defluire e provvedere acqua ai tratti successivi del fiume), trattiene l'acqua piovana ricaricando le falde acquifere e permettendo la rigenerazione del territorio circostante. Ricaricando la falda acquifera, le dighe di sabbia forniscono acqua sufficiente non solo per rigenerare la flora selvatica utile per i pascoli e per combattere l’erosione del suolo durante i periodi di piogge estreme, ma  forniscono anche una fonte d'acqua più salubre, locale e affidabile per le comunità che vivono in aree rurali remote anche nei mesi secchi successivi.

Prima della costruzione della diga di sabbia di Loilepu, gli abitanti, soprattutto donne e bambine, dovevano camminare per diversi chilometri per cercare l'acqua e a volte ottenerla da "Ilkwas", che in Maasai significa pozzo di terra poco profondo. A volte quest’acqua presenta dei rischi per la salute, sia per la poca profondità della falda sia perché viene bevuta da ogni tipo di animale. La diga di sabbia completata nell’agosto 2023, con il coordinamento di IPSIA, LPC e i fondi del crowd funding organizzato dal gruppo Piazzaioli-Lumezzane Brescia, oltre a fornire l’acqua permette anche alle persone della comunità di risparmiare tempo per svolgere attività economiche. Infatti un fonte d'acqua accessibile e disponibile per tutto l'anno consente di ridurre le distanze da percorrere per reperire acqua, e permette agli agricoltori di investire in tecniche agricole migliorate o intraprendere altre attività commerciali.

SItografia:

https://doi.org/10.1038/s41586-018-0252-6

https://public.wmo.int/en/media/press-release/world-meteorological-organization-declares-onset-of-el-ni%C3%B1o-conditions

https://doi.org/10.1038/s43017-023-00427-8

https://library.wmo.int/index.php?lvl=notice_display&id=22272

https://www.imperial.ac.uk/grantham/publications/climate-change-faqs/what-is-el-nino/

https://www.unocha.org/publications/report/somalia/eastern-africa-el-nino-impact-snapshot-november-2023

How Sand Dams Work (thewaterproject.org)

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