Che cosa resta della “primavera araba”, a poco più di un anno e mezzo dall’inizio dei moti di piazza? L’auspicata separazione tra “moschea e Stato” non appare da nessuna parte e alla prima piccola rivoluzione della gioventù in nome di un futuro che faccia i conti con la modernità, sembra stia seguendo una contro-rivoluzione sotterranea nel cuore profondo del mondo arabo.
Un articolo di approfondimento di Claudio Monge (domenicano, di Saluzzo (Cn), 44 anni, vive a Istanbul, dove dal 2007 è superiore della comunità dell’Ordine) pubblicato su Missione Oggi.





