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L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) ha il piacere di annunciare il lancio di un corso di formazione gratuito dedicato ad associazioni di migranti provenienti da paesi terzi registrate in Lombardia che intendono avviare attività di co-sviluppo.

Il Corso, “Associazioni Migranti per il Co-sviluppo - A.MI.CO.” , promosso dall’OIM con il supporto della Cooperazione Italiana (Ministero Affari Esteri), si propone di sostenere le iniziative dei migranti in Italia per lo sviluppo socio-economico e culturale dei paesi d’origine della migrazione, attraverso azioni di capacity building per i migranti e le loro associazioni intenzionate ad avviare progetti di co-sviluppo dall’Italia.

Il corso avrà una durata di 38 ore, distribuite in incontri che si terranno un venerdì e in tre fine settimana nel mese di Giugno nella città di Milano e si avvale del patrocinio del Comune di Milano e della collaborazione con il Forum della Città Mondo.

I membri delle associazioni di migranti interessati a partecipare al corso dovranno far pervenire all’OIM preferibilmente tramite e-mail, oppure via Fax, posta ordinaria, o tramite consegna a mano, la scheda di iscrizione in allegato, entro e non oltre le ore 12.00 di Lunedì 27 maggio 2013.

Scarica:
- descrizione delle attività formative
- modulo di iscrizione

Le schede di iscrizione dovranno essere inviate all'indirizzo e-mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. oppure al numero di fax 06 4402533

Indirizzo:
OIM Roma
Unità Migrazione e Sviluppo
Via Nomentana, 62
00161 – Roma
Tel:      06 44186223

Il personale OIM sarà a disposizione anche per eventuali richieste di informazioni aggiuntive o chiarimenti.

“Vi ringraziamo per averci fatto vedere che qualcosa si muove”: queste le parole con cui si chiude la tre giorni del workshop formativo sull’impresa sociale organizzato da IPSIA, CGM, Cespi e Oxfam Italia a Milano, all’interno del progetto Albania domani.

Una realtà dinamica, quella delle imprese sociali, sia in Albania che in Italia, come hanno potuto iniziare a comprendere i partecipanti al percorso, provenienti da varie regioni d’Italia e dall’Albania. Molti studenti universitari, ma anche diverse persone con una esperienza significativa nel settore, su entrambe le sponde dell’Adriatico. Un equilibrio che ha favorito la discussione e lo scambio di esperienze nel gruppo e con i relatori.

Fra questi ultimi Irene Margariti, portavoce del Forum delle imprese sociali che si sta sempre più consolidando in Albania, che ha presentato in anteprima alcuni dati della prima ricerca di settore svolta nel paese, che sarà presentata a Tirana il prossimo 15 marzo. Nonostante non sia ancora stata varata una normativa per il settore delle imprese sociali, molte realtà stanno muovendo i propri primi passi, spesso avendo alle spalle rapporti di collaborazione con organizzazioni di cooperazione internazionale. Alcuni soci di queste realtà sono presenti al seminario, come ad esempio Dritan Hoxha, di Tartan Onlus, che dopo una esperienza nella cooperativa sociale L’impronta di Lucca è ora impegnato in un progetto con minori non accompagnati avviato a Tirana proprio attraverso questa cooperativa. Una storia di migrazione di ritorno che ha creato un legame transnazionale fra i due Paesi, come quello che vorrebbe avviare la cooperativa Xenia di Bolzano, fondata da Arta Ngucaj e attiva nei servizi all’infanzia, avviando una propria filiale in Albania.

L’assenza di una legge che in Albania disciplini e incoraggi l’imprenditoria sociale è sicuramente un problema, e il Forum sta facendo pressione perché questa lacuna sia colmata. Tuttavia, come mostra la stessa situazione italiana, non occorre aspettare la legge perché si cerchi di venire incontro ai bisogni che si rilevano nel contesto. La storia delle cooperative sociali in Italia, di cui vengono analizzati e incontrati diversi esempi nella tre giorni, è uno stimolo per i partecipanti. Certo, vedere realtà come quelle di Viridalia, alle porte di Milano, o sentire la storia della coop. Ecosviluppo a Bergamo, possono dare l’impressione di trovarsi di fronte a dei giganti. Ma è importante reperire i fattori che hanno portato al successo di queste iniziative, tenendo a mente la loro continua capacità di rinnovarsi rispetto ai bisogni del contesto in cui operano.

“Il problema non è trovare i soldi, ma le persone” afferma provocatoriamente Francesco Allemano di Viridalia, per ribadire la centralità di un impegno che parte da una passione. La passione traspare dalle persone incontrate, sia in aula che fuori, e contagia gli stessi giovani che si affacciano per la prima volta a questo settore.

Il percorso è un inizio di cammino, e l’occasione per rilanciare è fornita da Irene Margariti, che propone un allargamento del Forum alle esperienze di imprenditoria sociale dei migranti albanesi in Italia. Una possibilità di rete che si inserisce nella prospettiva di valorizzazione delle competenze dei migranti del progetto Albania domani, e che può contribuire a venire incontro a quel crescente bisogno di servizi a cui in Albania gli enti pubblici non riescono ancora a far fronte.

La Rete Europea per le Migrazioni e lo Sviluppo (Eunomad) e il Comune di Milano organizzano due giornate di incontri e confronti sulle tematiche del cosviluppo.

La prima sarà dedicata all’analisi delle pratiche e dei progetti dei membri della Rete, rappresentanti di Associazioni provenienti da dieci paesi europei; durante la seconda i partecipanti incontreranno delegati di Istituzioni internazionali, rappresentanti di enti locali e studiosi per condividere le conclusioni del workshop e confrontarsi sulla tematica approfondita dalla Rete nel 2012: le capacità interculturali dei migranti e la loro importanza nei processi di cosviluppo.

28 gennaio, 10,00 – 18,00 Biblioteca centrale, Sala del Grechetto, corso di porta Vittoria 6, Milano
29 gennaio, 9,30 – 17,00 Acquario Civico, Sala Vitman – V.le Gadio, 2, Milano

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Sabato 26 gennaio 2013, presso la sede FAST (Via Dante Alighieri 14, Montebelluna - TV) FASNI e IPSIA organizzano l'incontro "RIMESSE E SVILUPPO: il contributo della microfinanza fra Senegal e Italia"

PROGRAMMA

Ore 9.30 Accoglienza

Ore 10.00 Introduzione e saluti istituzionali (El Hadji Mama Casset, presidente FASNI e Sadji Wassour, presidente FAST)

Ore 10.30 Modelli di canalizzazione delle rimesse e impegno delle associazioni nel co-sviluppo: il progetto Fondazioni4Africa in Senegal (Anna Ferro, Cespi)

Ore 11.30 I bisogni finanziari della comunità senegalese alla luce di una ricerca sui comportamenti di risparmio, credito e consumo (Filippo Vettorato, Microfinanza srl)

Ore 12.30 Quali necessità e strumenti per preparare un percorso di rientro nel paese? (Omar Syll, FAST)

Ore 12.30 Interventi del pubblico

Ore 13.30 Pausa pranzo

Ore 14.30 Sintesi delle considerazioni emerse e presentazione degli strumenti finanziari ipotizzati per la diaspora (Saidou Cire Guisse, Mece)

Ore 15.30 Interventi del pubblico e discussione

Ore 16.30 Conclusioni e saluti

Project Fonds des Emigrés pour le Développement Rural au Sénégal (FEDRS)

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Quattro giorni per parlare di immigrazione in Europa, in Italia e in Sicilia, tra lavoro e cittadinanza, integrazione e legalità, tutto questo nel seminario promosso dalle ACLI a Palermo dal 7 al 10 novembre.

«Il fenomeno delle migrazioni ha assunto negli ultimi 20 anni una dimensione crescente – affermano le Acli – ed è destinato ad aumentare per ragioni di natura demografica oltre che per gli effetti della crisi economica internazionale e, per quanto riguarda l’Europa, dei rivolgimenti politici che hanno interessato il bacino del Mediterraneo e il vicino Oriente. Di fronte a questo scenario, dalle caratteristiche niente affatto congiunturali, è necessario fuggire ogni logica emergenziale e porre mano a politiche e interventi che vadano nella direzione di valorizzare l’apporto – già consistente – della popolazione immigrata allo sviluppo economico, sociale e culturale dei Paesi dell’Unione, dell’Italia in primo luogo».

Mercoledì 7 novembre la giornata è stata dedicata al seminario nazionale promosso dal Patronato Acli a Palermo.

Giovedì mattina si è tenuta l'Assemblea generale della Fai, la Federazione delle Acli internazionali, con i rappresentanti degli italiani presenti all’estero in 18 Paesi del mondo. Tra i temi affrontati, quello della cittadinanza in Europa.

Il pomeriggio di giovedì ha dato il via al seminario internazionale di studi La migrazione nell’Unione Europea tra mercato del lavoro, diritti e sicurezza”, promosso dalle Acli con il sostegno della Commissione europea e del Centro europeo per i problemi dei lavoratori (Eza).

Lo scenario delle migrazioni e il contributo dell’immigrazione allo sviluppo socio-economico dell’Unione europea sono stati i temi della prima giornata.
Venerdì 9 novembre, seconda giornata del seminario internazionale. Sessione mattutina dedicata al tema del “Lavoro dignitoso in migrazione: tra disparità e diritti”. Nel pomeriggio, esperienze e buone pratiche di integrazione lavorativa e sociale.
Sabato 10 novembre la quattro giorni è stata chiusa con la tavola rotonda sulle “Politiche migratorie di integrazione tra diritti e sicurezza”.

leggi tutti i tweet #MigraAcli2012

Pubblicato in Dal sistema ACLI

Il JMDI (European Commission-United Nations Joint Migration and Development Initiative) ha indetto un concorso di video e foto per promuovere l'impatto positivo delle migrazioni sullo sviluppo.

Il premio è stato assegnato al Sig. Sumir Ganguly per il Charity Wing of the Indian Social Club in Oman, con la foto
Hanging in there" (Appeso lassù) - Ritrarre il valido contributo che i lavoratori migranti danno allo sviluppo di una nazione.


Il 13 ottobre a Milano, presso la Fabbrica del Vapore, IPSIA ha partecipato ad un workshop sulle competenze interculturali dei migranti nei progetti di co-sviluppo, organizzato dalla piattaforma italiana EUNOMAD. L'obiettivo del workshop è stato quello di evidenziare da un lato i meccanismi che permettono o ostacolano il riconoscimento delle competenze interculturali delle associazioni di migranti, dall’altro l’impatto delle capacità interculturali nelle iniziative in termini di coesione sociale e creazione di opportunità socio-economiche sostenibili nei territori.

Eunomad è una rete europea di incontro e di scambio tra soggetti che operano nel campo delle migrazioni e dello sviluppo. Dal 2009 Eunomad rappresenta la rete di Associazioni e Organizzazioni più ampia e importante sul co-sviluppo presente in Europa e sostenuta dalla Commissione Europea. Eunomad opera favorendo la condivisione delle pratiche e la nascita di collaborazioni all’interno della rete; attraverso la pertinente valutazione delle pratiche e delle politiche pubbliche elabora raccomandazioni dirette ai decisori pubblici a livello nazionale ed internazionale, rendendo visibile il plusvalore qualitativo e quantitativo della mobilità nelle iniziative di sviluppo.

Ha avuto ufficialmente avvio l'1 ottobre il progetto On the stage. Arti e comunicazione sociale per l’impegno giovanile a Scutari, una iniziativa di cosviluppo proposta dall'associazione Dora e Pajtimit in collaborazione con IPSIA e cofinanziata dal Comune di Milano all'interno del bando Milano per il cosviluppo. Un progetto che mette al centro la valorizzazione di differenti linguaggi artistici per affrontare tematiche sociali, rivolgendosi in particolare ai giovani.

Teatro sociale, fumetto, cortometraggi, fotografia: tante saranno le metodologie utilizzate per coinvolgere i giovani, sia a Scutari che a Milano, e per renderli protagonisti di cambiamento. Un protagonismo che incrocerà anche la proposta di volontariato di IPSIA, Terre e Libertà, e il tema del turismo responsabile.

Importanti collaborazioni quali quella dell'Università Cattolica e di Cyrano comics garantiranno la supervisione scientifica dei percorsi.

Le ACLI Lombardia sono impegnate direttamente nella realizzazione delle attività a Milano, che culmineranno in un piccolo festival di cortometraggi sul tema dell'integrazione previsto per l'edizione 2013 di Fà la cosa giusta.

A Scutari la collaborazione del Comune, del Provveditorato agli Studi, delle scuole superiori, di enti culturali e dell'associazione I Care, testimoniano la forte partecipazione locale alla proposta.

Una nuova avventura e un nuovo riconoscimento per IPSIA rispetto all'impegno del settore del cosviluppo, collocato nell'orizzonte del documento presentato proprio da IPSIA a nome di tutte le ONG coinvolte in occasione del FuoriForum del 28 settembre a Milano.

Il progetto ON THE STAGE Arti e comunicazione sociale per l’impegno giovanile a Scutari è una iniziativa di cosviluppo proposta dall'associazione Dora e Pajtimit in collaborazione con IPSIA e cofinanziata dal Comune di Milano all'interno del bando Milano per il cosviluppo. Un progetto che mette al centro la valorizzazione di differenti linguaggi artistici per affrontare tematiche sociali, rivolgendosi in particolare ai giovani.

Il progetto si pone in continuità con il precedente realizzato dall’associazione Dora e Pajtmit, “In out Kanun”, e con le attività svolte da IPSIA a favore del rafforzamento associativo dei migranti in Italia e del rientro degli albanesi in Albania dopo l’esperienza migratoria maturata da molti di loro. Dall’osservazione dei bisogni del territorio e dalle politiche messe in atto dal governo albanese si è individuato il turismo come settore di sviluppo e crescita professionale per i migranti e la popolazione locale. Gli interventi che verranno attuati nel nord del paese, nei dintorni di Scutari, porteranno anche a una valorizzazione del patrimonio artistico locale e a una promozione del turismo in quelle zone che ad oggi sono ancora poco conosciute.

Le attività di rafforzamento del volontariato giovanile nascono dall’esigenza di promuovere il protagonismo giovanile, una questione aperta tanto nella società albanese quanto in quella italiana. In Albania le esperienze di volontariato, e di aggregazione associativa, sono ancora poco diffuse ma l’esperienza dei giovani che sono emigrati e hanno istituzionalizzato i gruppi di appartenenza in associazioni dimostrano l’importanza e la forza di questi gruppi, col desiderio di diffondere queste buone pratiche anche tra i connazionali in Albania. Proprio per questo, tale tematica può favorire un percorso di ricerca e di scambio reciproco che esca dalle maglie della cooperazione come trasmissione unidirezionale di know-how, per aprirsi ad un effettivo percorso di co-sviluppo, mettendo in risalto le competenze dei giovani che possono diventare forza per un cambiamento sociale significativo.

Sul fronte italiano si riconosce l’importanza di attività aggregative con finalità educative e formative, come i laboratori di cinematografia, per aiutare la socializzazione tra giovani stranieri e italiani nelle zone periferiche della provincia di Milano. Un altro strumento per promuovere attività interculturali è il teatro sociale e le attività formative previste saranno un’occasione per favorire le sinergie fra le attività in Albania e in Italia grazie alla partecipazione dei conduttori del percorso di teatro sociale a Scutari.

Paesi coinvolti: Italia e Albania
Regioni/Dipartimenti/Comuni: Scutari e Milano
Durata del Progetto: un anno

>> On the stage - scheda sintetica


Paesi coinvolti: Italia e Albania

Regioni/Dipartimenti/Comuni: Scutari e Milano

Durata del Progetto: un anno

 

Il progetto si pone in continuità con il precedente progetto realizzato dall’associazione Dora e Pajtmit, “In out Kanun”, e con le attività svolte da Ipsia a favore del rafforzamento associativo dei migranti in Italia e del rientro degli albanesi in Albania dopo l’esperienza migratoria maturata da molti di loro. Dall’osservazione dei bisogni del territorio e dalle politiche messe in atto dal governo albanese si è individuato il turismo come settore di sviluppo e crescita professionale per i migranti e la popolazione locale. Gli interventi che verranno attuati nel nord del paese, nei dintorni di Scutari, porteranno anche a una valorizzazione del patrimonio artistico locale e a una promozione del turismo in quelle zone che ad oggi sono ancora poco conosciute.

Le attività di rafforzamento del volontariato giovanile nascono dall’esigenza di promuovere il protagonismo giovanile, una questione aperta tanto nella società albanese quanto in quella italiana. In Albania le esperienze di volontariato, e di aggregazione associativa, sono ancora poco diffuse ma l’esperienza dei giovani che sono emigrati e hanno istituzionalizzato i gruppi di appartenenza in associazioni dimostrano l’importanza e la forza di questi gruppi, col desiderio di diffondere queste buone pratiche anche tra i connazionali in Albania. Proprio per questo, tale tematica può favorire un percorso di ricerca e di scambio reciproco che esca dalle maglie della cooperazione come trasmissione unidirezionale di know-how, per aprirsi ad un effettivo percorso di co-sviluppo, mettendo in risalto le competenze dei giovani che possono diventare forza per un cambiamento sociale significativo.

Sul fronte italiano si riconosce l’importanza di attività aggregative con finalità educative e formative, come i laboratori di cinematografia, per aiutare la socializzazione tra giovani stranieri e italiani nelle zone periferiche della provincia di Milano. Un altro strumento per promuovere attività interculturali è il teatro sociale e le attività formative previste saranno un’occasione per favorire le sinergie fra le attività in Albania e in Italia grazie alla partecipazione dei conduttori del percorso di teatro sociale a Scutari.

 

 

Obiettivo generale: Favorire lo sviluppo di una società civile nel nord dell’Albania, che affronti le problematiche sociali del paese, anche attraverso la valorizzazione dell’esperienza migratoria.

 

Obiettivi specifici:

  1. Favorire la tematizzazione di questioni sociali quali la differenza di genere e la condizione giovanile, che risultano problematiche trasversali alla società albanese ed italiana, attraverso i linguaggi artistici;

  2. Promuovere il volontariato giovanile quale strumento di presa in carico da parte della società civile delle problematiche del territorio, e quale occasione di scambio fra comunità di paesi diversi;

  3. Favorire il recupero di luoghi artistici dimenticati, quali il castello di Drisht nei pressi di Scutari, per una loro valorizzazione a livello di turismo locale.

Pubblicato in Migrazioni e sviluppo

Lavoro dignitoso, migrazioni e sviluppo: è questo il titolo dell’ultima pubblicazione di Iscos Cisl nel quale sono sintetizzati i tre grandi problemi intorno ai quali si sviluppa la riflessione proposta. Si tratta di un volumetto snello che persegue l’obiettivo di informare e stimolare il confronto su temi complessi che vengono trattati con un linguaggio chiaro, oltre che con rigore concettuale. Lavoro dignitoso, migrazioni e sviluppo è pensato come uno strumento al servizio dell’intera società civile: attivisti, operatori dello sviluppo e sindacalisti, ma anche giovani, studenti e docenti. Iscos Cisl propone inoltre alcune raccomandazioni ai responsabili politici e istituzionali per le future decisione politiche e legislative in materia.

Dopo una breve panoramica sulle migrazioni internazionali, il booklet approfondisce la situazione italiana e le differenti sfide poste dall’obiettivo di un lavoro dignitoso per tutti. A partire dall’analisi delle più recenti stime in materia, vengono analizzati criticamente alcuni miti che attraversano il discorso politico, quello mediale e l’opinione pubblica, e alimentano numerose paure dietro le quali si nasconde una realtà differente da quella descritta. “Siamo sicuri – chiedono le autrici – che la povertà sia sufficiente a dar conto delle migrazioni e che queste riguardino solo uomini disperati provenienti dai paesi più poveri della terra? Siamo certi che i migranti tolgano lavoro agli italiani? Pensiamo davvero che i migranti rappresentino un pericolo per la sicurezza?”. Una specifica sezione del volumetto evidenzia il ruolo di attori di sviluppo rivestito dai migranti tanto per i paesi di origine quanto per quelli di destinazione come l’Italia. Nella penisola, dove si registra un elevato invecchiamento della popolazione, la presenza migrante contribuisce al riequilibrio demografico. I migranti garantiscono il ringiovanimento della forza lavoro soprattutto in quei settori produttivi considerati meno appetibili agli italiani e versano alle casse pubbliche più di quanto ricevono in prestazioni e servizi. Essi rappresentano un’importante occasione di arricchimento culturale ai diversi livelli – linguistico, letterario, religioso, artistico, gastronomico, ecc. – oltre che un’opportunità per rivitalizzare ed espandere il ruolo dei sindacati. Oggetto di una particolare attenzione è la relazione tra le migrazioni e le opportunità di miglioramento coordinato e concertato delle condizioni economiche dei paesi di origine e di destinazione delle migrazioni attraverso strategie di co-sviluppo. Ad oggi mancano percorsi analizzati e verificati sul campo e si è ancora lontani dall’individuazione di una pratica di co-sviluppo esente da errori e svantaggi. In questo ambito, una significativa esperienza di Iscos Cisl è quella del progetto Safe Bridges for Migrant finalizzato alla promozione di un modello di migrazione circolare che scoraggi percorsi illegali di migrazione, contenga lo spreco di competenze dei lavoratori migranti sia nei paesi di origine sia in quelli di destinazione e prevenga lo sfruttamento nei luoghi di lavoro.

La pubblicazione di Lavoro dignitoso, migrazioni e sviluppo rientra nelle attività del progetto di educazione allo sviluppo Lavoro dignitoso per tutti! La migrazione al servizio dello sviluppo, cofinanziato dalla Commisisone europea, che Iscos Cisl realizza in Italia in collaborazione con altre sei organizzazioni europee affiliate a Solidar.

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