Comunicato stampa
Editoriale
Notizie ed approfondimenti
ACLI Nazionali e Giovani delle Acli, in collaborazione con IPSIA, Acli Lombardia, Acli Bergamo, Patronato Acli, Acli Volontariato e Servizio Civile, organizzano:
VOLONTARIATO E GIOVANI: IL VALORE DELL’AZIONE SOCIALE Laboratorio attorno al come e al perché le ACLI possono essere esperienza di azione volontaria per i giovani.
Il laboratorio si terrà giovedì 2 e venerdì 3 febbraio presso l'Enaip di Bergamo.
Giovedi 2 febbraio 2011
10.30 I Sessione di lavoro: Introduzione al tema
14.30 II Sessione di lavoro: Azione volontaria e giovani: quale rapporto
Venerdì 3 febbraio 2012
10.30 III Sessione: A partire dalle esperienze costruiamo le analisi di cosa facilita e cosa ostacola il rapporto tra Giovani, Volontariato e ACLI
14.30 IV Sessione: Quali indicazioni per proseguire
La Settimana della Cultura Albanese 2011 prosegue con l’incontro “Migrazione e Sviluppo: un’esperienza in Albania” in programmazione a Torino, organizzato da Acli Torino e IPSIA e in collaborazione con Acli Lombardia e Centro di Cultura Albanese.
L’incontro avrà luogo il 20 gennaio alle ore 17:00 presso la Sala L. Labor, in via Juvarra 16/A.
Interverranno all’incontro Patrizia Dodaro (responsabile Microfinanza, IPSIA-LVIA), Altin Prenga (imprenditore, gestore di un agriturismo in Albania collegato alla rete di Slowfood), Benko Gjata (giornalista e referente per il Centro Cultura Albanese), Roberto Santoro (presidente provinciale ACLI Torino).
Nel corso della serata, sarà possibile degustare una selezione di vini autoctoni della zona del Kallmet inerenti al progetto di cooperazione allo sviluppo promosso da IPSIA-LVIA. Inoltre sarà allestito un banchetto con l’esposizione di prodotti d’artigianato realizzati a mano dalle donne dell’associazione albanese “Tessiamo la pace”.
La rassegna si inserisce nei progetti: “Riconoscimento e formazione per i migranti rientrati nel Nord dell’Albania” (cofinanziato dal Ministero degli Affari Esteri Italiano), “Albania domani” (cofinanziato dalla Fondazione Cariplo), e “Spazio in movimento” (cofinanziato da Provincia di Torino e Regione Piemonte).
Il Progetto Spazio in Movimento è sostenuto anche dai partner: CAF Acli, Enaip Piemonte, US Acli, Museo Diffuso della Resistenza di Torino, Cooperativa Sociale Solidarietà, Sostegno Armonico, Associazione Fena.
Leggi anche: “Slow Food: sulle tracce dei pastori d'Albania”, da Osservatorio Balcani e Caucaso, 7 dicembre 2011
È stato approvato dalla Fondazione Comunità Bresciana il progetto Un po' di miele per lo sviluppo presentato da IPSIA Brescia in collaborazione con Acli Brescia, IPSIA Nazionale, Coopsol e il consorzio Wayra. Il progetto si svilupperà (con un azione mirata e limitata nel tempo) proprio nel decennale rapporto tra le Acli e Ipsia Brescia e la zona di Santiago.
A causa del crescente avanzamento della frontiera agricola verso il Nord dell’Argentina molti apicoltori della Provincia di Cordoba stanno spostando le proprie arnie nella confinante Provincia di Santiago del Estero, portando con se grandi quantitá di varroa, un parassita mortale per le api. I produttori biologici di Coopsol e del Consorzio WAYRA sono cosí costretti a far fronte a un’emergenza sanitaria imprevista. Nel campo dell’apicoltura biologica uno degli strumenti piú efficaci per combattere le malattie é quello di cambiare spesso le api regine nelle arnie e di selezionare quelle piú resistenti e produttive per riprodurre sciami migliori. Inoltre, sempre a partire dal progetto di Cooperazione cofinanziato dal MAE, il gruppo di produttori che gravitano attorno a WAYRA é aumentato piú del previsto, rendendo necessario un ammodernamento delle attrezzature per la lavorazione del prodotto. In particolare si é notato che la pressa manuale per cera in dotazione al consorzio non é in grado di lavorare in tempi accettabili e la macchina per fondere a caldo la cera risulta essere dannosa per la qualitá del prodotto. Infine la crescente domanda del mercato interno e sudamericano spingono a intraprendere una modernizzazione della fase di invasettamento.
Partendo da questi bisogni il progetto Un po' di miele per lo sviluppo si pone come obiettivo generale il rafforzamento delle capacitá produttive e di lavorazione del miele del Consorcio Bio del Norte Argentino WAYRA, concretizzabile attraverso il raggiungimento di tre obiettivi specifici:
1-La creazione di un centro di allevamento di api regina per migliorare la produttivitá e la resistenza alla varroa delle arnie dei soci Wayra.
2-L’avviamento, nella nuova sala di estrazione WAYRA, di un sistema di separazione della cera d'opercolo dal miele che non alteri le proprietà organolettiche del prodotto.
3-L'automazione della linea di invasettamento.
Il progetto avrà avvio nel 2012, terminerà a marzo 2013 e prevede un cofinanziamento da parte della Fondazione Comunità Bresciana di 11.000 Euro.
Nell’ambito del progetto di cooperazione internazionale tra Sardegna e Kosovo "Programma di sviluppo zootecnico nelle comunità montane di Dragash" è stato organizzato per mercoledì 14 dicembre 2011 l'incontro “Linee di intervento nei Balcani: Cooperazione tra Sardegna e Kosovo”, un Convegno di presentazione e condivisione dei risultati di progetto, finalizzato sia alla disseminazione dei risultati che alla promozione di nuove idee progettuali per il futuro.
Intervengono: Kenan Aydinoglu (Coordinatore dell’area agrozootecnica del progetto per IPSIA Nazionale), Alessandra Corongiu (Presidente dell'Unione di Comuni della Trexenta), Mauro Carta (Presidente IPSIA Sardegna). Indroduce Rodolfo Cancedda (Sindaco di Gesico - Presidente ASEL)
Gli organismi promotori del progetto sono IPSIA, l'Unione dei Comuni della Trexenta, Il Consorzio dal Chicco al pane, l'azienda Pusceddu, la Cooperativa il Samaritano e Acli Terra. Alla realizzazione del progetto ha partecipato anche IPSIA Sardegna.
Il convegno si terrà nel comune di Gesico presso il Centro Servizi S'Ulivariu alle 17.30 di mercoledì 14 dicembre 2011.
Durante il convegno sarà presentato il poster per la pace dedicato alla cooperante sarda Rossella Urru, realizzato da Eleonora Piras di Selegas in occasione del concorso di grafica "Io manifesto la pace 2011". Si vuole in questo modo aumentare la sensibilizzazione dell'opinione pubblica internazionale per la liberazione di Rossella.
Ipsia e Acli in collaborazione con il Comune di Scutari, la Regione di Scutari, la Prefettura di Scutari, l'Università di Scutari, l'organizzazione locale Kolping, l'associazione di albanesi migranti Illirycum e le organizzazioni italiane Madonnina del Grappa, Celim, Consorzio CGM organizza un ciclo di incontri destinato a 25 giovani tra i 25 e i 35 anni, impegnati attivamente all'interno delle istituzioni pubbliche o nella società civile. L'obiettivo è quello di promuovere le capacità critiche e di analisi dei bisogni emergenti percepiti sul territorio e di animare un dibattito volto al confronto sulle progettualità in atto e sugli interventi possibili con uno sguardo alle politiche di sviluppo nazionali ed europee. La struttura degli incontri prevede un primo modulo introduttivo, volto a porre le basi teoriche e saranno approfonditi con aiuto di docenti universitari i concetti di partecipazione sociale, democrazia, società civile e le loro declinazioni a livello comunitario e nazionale con particolare attenzione ai casi albanese e italiano.
Durata: 16 incontri di 3 ore ciascuno (dalle 16,00 alle 19,30) da Settembre a Dicembre.
9.09.2011: Incontro di presentazione dei partecipanti e di tutti i promotori e partner.
16.09.2011: Partecipazione, Democrazia e Decentramento con dott. Xhepa e dott. Klosi modera dott. Marashi
Primo modulo: Scutari e L'Europa
22.09.2011: L'Europa, l'origine, la sua costituzione e il rapporto tra i singoli Stati Nazione con prof. Marchetti (Un. Sapienza).
23.09.2011: Il ruolo della società civile in Europa con prof. Marchetti (Un. Sapienza)
Secondo modulo: Programmazione
5.10.2011: Programmazione prospettica (parte 1) con Giovanni Notari S.I.
6.10.2011: Programmazione prospettica (parte 2) con Giovanni Notari S.I
7.10.2011: Gli strumenti per un'analisi della propria realtà con Cristiana Paladini (IPSIA)
19.10.2011: Lavoro di gruppo su costruzione griglia di osservazione e confronto con metodologia usata in progetto ArtGold2 (UNDP)
21.10.2011: Lavoro di gruppo su costruzione griglia di osservazione e impostazione di ricerca
28.10.2011: Lavoro di gruppo su impostazione ricerca e analisi prime esperienze
2.11.2011: Cittadinanza attiva e società civile con Erica Mastrociani (pres. Acli Trieste)
Terzo modulo: Strategia Nazionale per Sviluppo ed Integrazione e progetti sul territorio
Ogni incontro sarà suddiviso in due parti.
Nella prima parte un partecipante esporrà la parte del documento del Consiglio dei Ministri relativa al settore individuato (integrandolo anche con i documenti relativi alle strategie regionali e dai materiali in merito prodotti da cooperazione austriaca e svizzera messi a disposizione). Nella seconda parte una esperienza o progetto sul tema sarà presentato e analizzato come possibile modalità di implementazione di quella parte di strategia.
Tessuto Economico
Venerdi 4 Novembre - Microcredito e microimprese
Presentazione linee generali strategie nazionali e regionali: Atrida Fishta
Presentazione implementazione: Rafforzamento piccole e medie imprese (Progetti Microcredito o Risorse Migranti) Patrizia Dodaro – Stefano Bravin (IPSIA)
Venerdi 11 Novembre - Impresa Sociale -
Arian Çala (Tjeter Vision) – quadro generale Massimo Campedelli – direttore OSIS – Osservatorio Imprese Sociali Cristiano Cozzolino- Coop Lybra e Acli Trieste – esempio impresa sociale italiana
Decentramento
Mercoledi 16 Novembre Presentazione linee generali strategie nazionali e regionali: Aleksander Marleci Presentazione implementazione: da definire
Energia
Venerdi 18 Novembre Presentazione linee generali strategie nazionali e regionali Presentazione implementazione: linea energie rinnovabili (Progetto Cariplo CELIM)
Lavoro
Mercoledi 23 Novembre Presentazione linee generali strategie nazionali e regionali: Presentazione implementazione: il ruolo del sindacato in Albania e i percorsi per rafforzarlo Venerdi 25 Novembre Incontro con i partecipanti al Laboratorio LDH – (ArtGold 2)
Fase conclusiva
9 dicembre: Rielaborazione lavori di gruppo e raccomandazioni
14 dicembre: Presentazione pubblica finale
Ipsia nazionale, assieme ad Acli Cremona, aderisce all'appello lanciato dalla Campagna Sudan per i popoli dei Monti Nuba, sotto l'attacco delle bombe di Karthoum. Questo l'appello da far circolare e sottoscrivere a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. e Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Il 10 novembre, un aereo militare Antonov del governo di Khartoum è entrato nello spazio aereo del Sud Sudan per circa 15 km e ha bombardato il campo profughi di Yida, dove oltre 20mila persone nuba – per lo più bambini, donne e anziani – avevano trovato scampo, dopo essere fuggiti dai loro villaggi nello stato sudanese del Kordofan Meridionale, perché vittime di una feroce repressione. Almeno 12 i morti; 20 i gravemente feriti. Le agenzie umanitarie dell’Onu stavano proprio in quei giorni organizzando l’assistenza dei rifugiati per aiutarli a sopravvivere nel nuovo e ostile ambiente.
Questa azione, compiuta nella più totale mancanza di rispetto delle leggi internazionali e contravvenendo a numerose convenzioni internazionali – oggi Sudan e Sud Sudan sono due nazioni indipendenti e sovrane – è soltanto l’ultimo dei numerosi crimini commessi dal regime di Khartoum contro il popolo nuba. Il bombardamento ha avuto luogo poche ore dopo che il presidente del Sud Sudan, Salva Kiir Mayardit, aveva condannato un precedente attacco, avvenuto il giorno 8, contro un villaggio della contea di Maban (7 morti), e accusato il governo di Khartoum di cercare la guerra.
Quel bombardamento di un territorio straniero è stata l’ennesima prova che nulla fermerà il regime di Khartoum dall’usare ogni mezzo per piegare la volontà dei nuba di affermare il loro diritto all’autodeterminazione. Pare ormai certo che il governo di Omar El-Bashir è deciso a riprendere il genocidio culturale e fisico del popolo nuba, interrotto momentaneamente dal cessate-il-fuoco del 2002 e dall’Accordo globale di pace del gennaio 2005 tra il regime islamista di Khartoum e l’Esercito/Movimento popolare di liberazione del Sudan (Spla/m), e forse anche pronto a provocare una nuova guerra tra il Sudan e il Sud Sudan.
Noi, nuba della diaspora e amici del popolo nuba sparsi nel mondo, seguiamo con profonda preoccupazione il conflitto armato che è deflagrato nel giugno di quest’anno, e condanniamo con decisione questi nuovi atti di repressione barbarica da parte del governo di Khartoum.
In passato, lo stato del Kordofan Meridionale è stato teatro di ripetute tragedie: tratta schiavista, colonizzazione, prolungato isolamento del popolo nuba, totale privazione dei servizi scolastici e sanitari, negazione del diritto di proprietà e di uso delle risorse naturali locali... In particolare, i nuba hanno sofferto innumerevoli invasioni di razziatori di schiavi e una forzata arabizzazione-islamizzazione. Sono stato costretti con la forza a combattere in guerre che non erano per la loro difesa, ma per il beneficio di regimi lontani, se non proprio stranieri.
Nonostante queste ingiustizie, i nuba sono riusciti a far fronte a spaventose condizioni di vita e a sviluppare una straordinaria capacità di ripresa e un forte senso di identità. Il regime di Khartoum li ha tenuti sotto controllo attraverso una diabolica combinazione di meccanismi economici, sociali, ambientali e politici, ma non è stato in grado di spezzare la loro volontà.
In campo economico, Khartoum sta avvantaggiando persone o gruppi disposti a sposare i suoi orientamenti politici e a servire nelle sue strutture amministrative.
In campo sociale, ricorre alla denigrazione di tutto ciò che non è arabo e alla diffusione di norme sociali, tradizioni e costumi importati nella regione attraverso o un’esplicita imposizione dall’alto o matrimoni misti e pratiche religiose.
A livello ecologico, il regime sta gestendo l’ambiente in maniera scriteriata al solo scopo di avere il totale controllo dei mezzi di sussistenza in materia di cibo e sicurezza alimentare.
Dal punto di vista politico, con una linea programmatica sfacciatamente discriminatoria, ha impedito ai nuba di svolgere un loro ruolo a livello locale, nazionale e internazionale.
Infine, la popolazione dei Monti Nuba è stata testimone di vere e proprie aggressioni culturali, perpetrate per promuovere lingue, religioni, tradizioni, danze, usi e costumi “altri”. Quasi tutte le culture imposte hanno mirato a instillare nei nuba un senso di inferiorità, quasi dovessero vergognarsi di essere ciò che sono. Tutti i mezzi di comunicazione, radio e televisione in particolare, sono stati – e sono tuttora – monopolizzati da chi detiene il potere e controlla le ricchezze nazionali.
L’Accordo globale di pace del 2005 non ha voluto affrontare il destino del popolo nuba e di altri gruppi marginalizzati del Sudan, né osato esaminare le molte cause di conflitto presenti in quelle aree. Questa la ragione principale che sta dietro l’attuale ritorno alla violenza, il pericolo di una nuova guerra civile e la possibilità di un conflitto interregionale se non addirittura internazionale. Oggi Khartoum uccide persone indifese che sono fuggite da zone di guerra, raggiungendole perfino in campo profughi.
Cosa bisogna fare per fermare le violenze e evitare una nuova guerra? Di sicuro, serve la partecipazione di molti. Pertanto, ci appelliamo:
1. a tutti i nuba della diaspora, perché sostengano il loro popolo, usando ogni mezzo possibile per far conoscere le sue sofferenze e le sue lotte, coinvolgendo i mezzi di comunicazione della nazione in cui vivono, così che il regime di Khartoum non possa più continuare impunemente a fare ciò che sta facendo sui Monti Nuba e nel Kordofan Meridionale;
2. alla comunità internazionale e agli organismi non governativi, perché approntino e inviino subito sui Monti Nuba e nel Kordofan Meridionale commissioni d’inchiesta per raccogliere documentazioni sui crimini che vi sono commessi, e nello stesso tempo mandino aiuti ai civili indifesi;
3. alle potenze mondiali e alle agenzie dell’Onu, perché esercitino pressioni sul governo di Khartoum, affinché consenta il libero accesso alle zone colpite dalle nuove violenze e promuovano un dialogo politico tra tutte le parti interessate.
Invitiamo tutti a fare in fretta, ad agire ora, quando un genocidio vero e proprio è ancora evitabile.
L'ultimo numero di "Dialoghi", la rivista edita da Acli Svizzera, ospita un intervento di Paola Villa, presidente nazionale Ipsia, sul legame tra volontariato internazionale e senso religioso nei giovani di oggi, a partire dalle testimonianze dei volontari di Terre e Libertà.
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IPSIA e le ACLI partecipano all'iniziativa organizzata da Forum del Terzo Settore, ConVol, CSVNet e Consulta del volontariato presso il Forum in occasione della giornata internazionale del volontariato che si celebra, ogni anno, il 5 dicembre, nell’anniversario del 150° dell’Unità d’Italia e nell’ambito del 2011- Anno europeo del volontariato. L'intenzione è di una giornata celebrativa del ruolo dell’azione volontaria dedicata alle 40 mila associazioni e ai 6 milioni di volontari che ogni giorno operano per il bene comune. A vent’anni dalla legge 266/91, che disegnò i tratti del volontariato italiano, la giornata valorizzerà la straordinaria ricchezza delle azioni di impegno civile promosse dalle associazioni e dalle reti di volontariato e di terzo settore, e porrà l'attenzione su come il volontariato possa e debba essere soggetto attivo del cambiamento, aspetto importante per superare la crisi e rispondere ai bisogni delle persone, e necessario per avviare una ricostruzione sociale del tessuto di base del nostro Paese, attraverso una progettazione comune. Alla giornata è stato invitato a partecipare il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
Il programma della Giornata
Il presidente della Repubblica Albanese Bamir Topi sara' a Torino il 26 novembre su invito del sindaco Piero Fassino per partecipare alle iniziative della settimana albanese in Italia. Per l'occasione presenziera' alcune iniziative e incontrera' alcune realta'. Tra queste le Acli ed Ipsia presso la Sede provinciale di Torino. L'incontro si collega alle molteplici collaborazioni e attivita' del Sistema Acli con l'Albania, dai progetti di cooperazione agli Sportelli del Patronato, dal tema delle migrazioni a quello del lavoro dalla promozione delle microimprese alla tutela dei diritti.
Le Acli vogliono inoltre presentare l'iniziativa "L'Italia sono anch'io" per promuovere la cittadinanza dei figli degli immigrati e proseguire lo scambio tra Italia ed Albania sul tema dell'impresa sociale anche alla luce delle recenti indicazioni europee in merito.
All'incontro saranno presenti, tra gli altri, il vicepresidente nazionale Michele Consiglio, il presidente delle Acli di Torino Roberto Santoro, il vicepresidente Ipsia Marco Calvetto.
Nell'ambito del progetto "Costituzione di consorzi di filiera nelle aree rurali del Nord Albania", promosso da LVIA e IPSIA e co-finanziato MAE (AID 8957), si inaugurerà venerdì 25 novembre il Centro Agrario di Meccanizzazione e Servizi (SMAC) della Cooperativa rurale "Agro Zadrima".
Il Centro ha un ruolo fondamentale nel facilitare il lavoro dei soci dell’Agro Zadrima e, promuovendo il contoterzismo, mette a disposizione i propri mezzi di lavorazione agricola anche per utenti esterni all'associazione che lavorano nell'area.
L'inaugurazione avrà luogo alle ore 15 presso il Centro, vicino alla Scuola di Krajen (Lezhe). È prevista la partecipazione del Consolato d'Italia a Scutari, delle ONG esecutrici, della controparte locale (Agro Zadrima e Diocesi), della Cooperazione Italiana, del Sindaco di Krajen e dei rappresentanti di altre autorità locali.