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Sono on-line sul canale You Tube di IPSIA i video di tutti gli interventi al convegno "Finestre balcaniche: sguardi tra presente e futuro in Bosnia Erzegovina", organizzato da IPSIA Milano presso il centro culturale San Fedele il 26 gennaio, in occasione del ventennale dallo scoppio della guerra bosniaca.

Refik Hodzic (attivista per la giustizia, giornalista, film maker, attualmente responsabile comunicazione International Center for Transitional Justice), Tim Judah (giornalista di The Economist e ideatore del concetto di Jugosfera), Safet Zec (pittore e artista bosniaco) moderati da Andrea Riscassi (giornalista Rai e fondatore associazione Annaviva) e Silvio Ziliotto (presidente Ipsia Milano).Le domande del pubblico e le risposte dei relatori. E in conclusione la proiezione di “Balkan Windows” a cura di Bruno Maran.

Vai alla playlist: https://www.youtube.com/playlist?list=PLBYZOen36wF11QCaz5tVVGcJgDNQwpygP

Pubblicato in Dalle sedi locali

Dalla Jugoslavia alla "Jugosfera": uno spazio dove (ri)costruire l'integrazione tra i paesi ex-jugoslavi, fino a dieci anni fa impegnati a massacrarsi nel crogiolo etnico dei Balcani e oggi chiamati a camminare insieme verso l'Unione europea, rendendo più blandi i confini segnati col sangue.

A confrontarsi con le speranze e le contraddizioni di questo percorso sarà il convegno “Finestre balcaniche: sguardi tra presente e futuro in Bosnia Erzegovina”, organizzato da IPSIA Milano presso il centro culturale San Fedele il prossimo 26 gennaio,  in occasione del ventennale dallo scoppio della guerra bosniaca.

L'appuntamento offrirà l'occasione per ascoltare relatori di fama internazionale che offriranno la loro chiave di lettura per capire come viene vissuto nei Balcani il traguardo dell’Unione Europea, le relazioni politiche, economiche e sociali tra le popolazioni della regione e il ruolo della memoria nel processo di riconciliazione.

"Finestre balcaniche" vuole essere un momento di incontro rivolto alla cittadinanza e prevede il coinvolgimento delle scuole presenti sul territorio per permettere agli studenti degli istituti superiori di avvicinarsi a temi geopolitici attuali e di respiro europeo. Il convegno ha tra i suoi obiettivi principali quello di proporre  un momento di aggregazione e di approfondimento sul passato e il presente di una regione a noi vicina, ma poco conosciuta e sulla quale manca un’adeguata informazione, partendo proprio dalla testimonianza di relatori bosniaci o comunque competenti sull’area balcanica.

I seminari permetteranno ai partecipanti di approfondire i temi proposti, favorendo l’interazione con i relatori, e rendendoli quindi protagonisti di un’azione attiva e partecipata.

La giornata dl 26 gennaio sarà dunque un'occasione preziosa di incontro e confronto per un lavoro di memoria che interroga il nostro presente segnato dal riemergere dell'euroscetticismo e invita a riscoprire i valori di fondo del progetto europeo.


PROGRAMMA CONFERENZA (9.00-13.00)

09:00  Registrazione

09:30  Saluti istituzionali

Introduce Silvio Ziliotto, presidente Ipsia Milano

Modera Andrea Riscassi giornalista Rai e fondatore associazione Annaviva

10:00  Memoria e riconciliazione. Quali progressi,  quali prospettive?
Refik Hodzic, attivista per la giustizia, giornalista, film maker, attualmente responsabile comunicazione International Center for Transitional Justice

10:30  Relazioni politiche, economiche e sociali oltre la Jugosfera
Tim Judah, giornalista di The Economist e ideatore del concetto di Jugosfera

11:00  Coffee Break

11:30  Cultura e arte in Bosnia Erzegovina oggi
Safet Zec, pittore e artista bosniaco

12:00  Dibattito

13:00  Videoproiezione di “Balkan Windows” a cura di Bruno Maran


PROGRAMMA WORKSHOP (14.30-16.00)

Tre seminari simultanei per approfondire temi differenti legati ai Balcani.

Iscrizione obbligatoria e gratuita on-line entro le 13.00 del 24 gennaio 2013.

Letteratura e cinema: chiavi di lettura per capire i Balcani di oggi e di domani
Cristina Battocletti, giornalista de Il Sole 24 ore e Giuliano Geri, editor

I conflitti dimenticati
Sergio Cecchini, ex direttore comunicazione Medici senza Frontiere e Domenico Affinito, inviato RCS e vice presidente Reporter senza Frontiere

La cooperazione internazionale nei Balcani: linee interpretative e azioni concrete
Maria Perino, Istituto di Ricerca Sociale, Università del Piemonte Orientale e Silvia Maraone, cooperante capo-progetto in Bosnia

scarica:
- locandina
- pieghevole
- comunicato stampa

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Venerdì 14 Dicembre 2012 08:25

Sarajevo: la marcia dei 500, vent'anni dopo

Vent'anni fa, nell'estate del 1992, Monsignor Tonino Bello lanciava l'appello per un concreto contributo alla pace e alla giustizia in Bosnia con un'iniziativa nonviolenta. L'organizzazione venne assunta dai "Beati costruttori di Pace". Dopo mesi di preparativi 500 pacifisti partirono da Ancona il 6 dicembre del '92. Obiettivo: arrivare a Sarajevo, sotto assedio da nove mesi, il 10 dicembre in occasione della Giornata internazionale dei diritti umani.

Osservatorio Balcani e Caucaso dedica una bella galleria fotografica di Mario Boccia agli eventi di quei giorni.

In ricordo di quei giorni la testimonianza di Tonio Dell'Olio.

Vent'anni fa, in questi stessi giorni, eravamo a Sarajevo. In cinquecento. Partiti sull'ispirazione di don Tonino Bello che scrutava nel futuro un modo realmente alternativo alle guerre per risolvere i conflitti. Sognava una società civile che sapesse rispondere senza deleghe e con responsabilità. Eravamo sotto le bombe e nel mirino dei cecchini appostati attorno alla città. Ma eravamo anche vicini alla gente che la guerra la subiva e non la sceglieva. Non la semplice solidarietà delle dichiarazioni, ma una presenza, una stretta di mano e un abbraccio, la convinzione che non esistono solo quelli che si voltano dall'altra parte, che c'è una responsabilità collettiva in un pianeta che è diventato villaggio globale. La consegna di quell'iniziativa al mondo della pace è di proseguire nello studio e nell'azione per superare la resistenza passiva e riuscire sempre a giocare un ruolo da protagonisti nei conflitti. Ma anche una strada per imparare a leggere in profondità le guerre di oggi dove il bene e il male non abitano mai in due fronti diversi e contrapposti, dove bisogna in ogni caso scegliere di schierarsi sempre dalla parte delle vittime. Dove continua ad essere complice il silenzio del resto del mondo e - spesso - quello di coloro che dicono di amare la pace ma, barando su una consonante, finiscono per aRmare la pace.
(http://www.peacelink.it/mosaico/a/37368.html)

Bosnia, vent'anni dopo. Le immagini di IPSIA

Sabato 29 settembre si è svolto “Un cross per i Balcani” torneo triangolare di calcio a 11 che vedeva come ospite speciale la squadra N.K. Sloga di Bosanska Otoka, proveniente dalla Bosnia Erzegovina. Il torneo fa parte della serie di eventi che IPSIA Milano ha in programma nei prossimi mesi per commemorare i 20 anni dall’inizio del conflitto in Bosnia Erzegovina, terra ove ancora oggi IPSIA è presente con progetti di cooperazione e di volontariato internazionale.

IPSIA Milano promuove lo sport come mezzo di dialogo e di incontro tra giovani. L’evento rientra nella più ampia manifestazione “Ticket to Balkans” pensata e organizzata di concerto con numerose realtà associative del Nord Italia.

Il racconto di Silvio Ziliotto (Presidente IPSIA di Milano) della visita a Milano dei giovani amici bosniaci.

La squadra N.K. Sloga di Bosanska Otoka, proveniente dalla Bosnia Erzegovina ha affrontato due squadre di Milano: la Selezione GoKick.org e l’Atletico Barona, vincendo in entrambe le occasioni con punteggio tennistico, 6 a 0 e 6 a 0, mentre lo scontro tra Selezione GoKick.org e Atletico Barona è terminato 2 a 1.

Seppur, a un certo punto la pioggia pareva essere d’ostacolo, la manifestazione si è svolta in un clima di festa e gioia, presso il Centro Sportivo Carraro di via dei Missaglia a Milano, gentilmente messo a disposizione dall’U.S. Acli di Milano.

A conclusione del triangolare, alle ore 18:00, si è tenuta la premiazione delle squadre vincitrici alla presenza di numerose autorità convenute, tra i quali il vice presidente del CONI di Milano Alessandro Galbusera, il vice presidente di IPSIA Nazionale Mauro Montalbetti e, a dare il benvenuto ai propri concittadini, il Console Generale ad iterim di Bosnia Erzegovina, Azra Popović.

I trofei, offerti dall'Assessorato al Benessere, Qualità della Vita, Sport e Tempo Libero del Comune di Milano, sono stati molto apprezzati e conferiti alle tre compagini, al miglior giocatore e capocannoniere del torneo Ernst Sabić (NK Sloga), al miglior portiere Lorenzo D’Alterio (Atletico Barona) e all’allenatore dell’NK Sloga, Emir Sedić per “la fertile collaborazione e l’amicizia unica” dimostrata in questi lunghi anni di impegno insieme per lo sport e il futuro dei giovani bosniaci.

La cena comunitaria si è poi svolta in allegria e fratellanza presso la parrocchia di San Giovanni Bono, ove un Don Giovanni Salatino (assistente giovani di tre parrocchie in Barona ) in forma “mundial” ha accolto i ragazzi bosniaci e quelli abruzzesi della zona terremotata di Camarga con un breve discorso significativo e toccante per tutti.

La domenica è iniziata dopo una sontuosa colazione continental-balcanica a base di uova e salsicce presso l’ostello di via Burigozzo ove alloggiava la squadra e lo staff tecnico dello Sloga, per proseguire poi con il consueto e immancabile tour mattutino in un centro commerciale, nel pomeriggio invece la visita ha raggiunto il suo culmine con un tour guidato in bosniaco della città di Milano ma soprattutto con la visione gratuita, allo Stadio Giuseppe Meazza, del match Inter - Fiorentina (2 a 1 il risultato finale).

A fine partita dopo uno scambio di cori un po’ al limite con alcuni tifosi della Fiorentina (…e per fortuna che non si comprendevano!!) i nostri amici si sono diretti verso la loro amata Bosnia.

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Un particolare ringraziamento va allo staff del progetto ICEI-IPSIA Una valle rinasce per la gestione della fase preparatoria e organizzativa in Bosnia, alle Sig.re M. Riva e F. Piccaluga dell’F.C. Internazionale per i gadgets e i gagliardetti, le Sig.re Fabbri, Manzini, Redaelli, Trapani dell’Ass. Sport di Milano per i trofei e i biglietti, Alberto Suardi , allenatore dell’Atletico Barona e Sarah Vaiani, Roberto e Fabrizio dello staff GoKick.org ma in particolare un grazie enorme va ai volontari del direttivo di IPSIA di Milano e di Terre e Libertà presenti.

Un cross per i Balcani … anche stavolta alla Grande!

Un particolare ringraziamento va allo staff del progetto ICEI-IPSIA Una valle rinasce per la gestione della fase preparatoria e organizzativa in Bosnia,

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Il Comune di Milano - Consiglio di Zona 7 e Osservatorio Balcani e Caucaso (OBC) organizzano l'incontro "La strada del ritorno. I rifugiati della Bosnia Erzegovina a 20 anni dal conflitto". Interviene: Nicole Corritore - giornalista di OBC

Proiezione, presentazione e commento del video-reportage "La strada del ritorno" prodotto da Osservatorio Balcani e Caucaso e Centro per la formazione alla solidarietà internazionale di Trento (20', 2012).

Appuntamento nell'ambito di "Fuori Forum", eventi collaterali del Forum nazionale della cooperazione internazionale che si terrà a Milano nei giorni 1 e 2 ottobre, OBC propone il video-documentario che fotografa la situazione dei ritorni in Bosnia Erzegovina.

Durante la guerra in Bosnia Erzegovina, tra il 1992 e il 1995, oltre 2 milioni di persone furono costrette ad abbandonare le proprie case in conseguenza della pulizia etnica. Metà della popolazione bosniaca si rifugiò all'estero, o in altre zone del Paese, per sfuggire alla violenza razzista che stava mietendo decine di migliaia di vittime.

Alla fine della guerra, gli Accordi di Pace firmati a Dayton stabilirono che ognuno aveva il diritto di ritornare a casa propria. Nazioni Unite, Unione Europea, OSCE e Ufficio dell'Alto Rappresentante, insieme a decine di altri donatori, Stati e organizzazioni non governative, finanziarono generosamente il processo di ritorno per sovvertire i risultati della pulizia etnica e cercare di ricostruire il quadro demografico originario della Bosnia Erzegovina.

Osservatorio Balcani e Caucaso ha prodotto un video-reportage nel ventennale dell'inizio del conflitto (aprile 2012, si veda il Dossier Bosnia vent'anni dopo) per tracciare un bilancio della riuscita del processo di ritorno.

INFO:
Osservatorio Balcani e Caucaso
telefono: 0464 424230
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www.balcanicaucaso.org

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Giovedì 27 Settembre 2012 11:09

"La strada del ritorno", reportage di OBC

Il reportage di Osservatorio Balcani e Caucaso sui ritorni di rifugiati e sfollati in Bosnia Erzegovina 20 anni dopo l'inizio della guerra. Le conseguenze della pulizia etnica, il quadro demografico del Paese a un anno dal prossimo censimento generale della popolazione

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Nel 1992 avevano inizio le attività di animazione nei campi profughi e le accoglienze di bambini bosniaci promosse in provincia di Como. Dal 19 al 21 luglio, ritornano a Como 4 giovani bosniaci per raccontarci esperienze, vissuti, testimonianze di allora e di oggi.

PROGRAMMA

GIOVEDÌ 19 LUGLIO
ore 10.30incontro alle ACLI con Presidenza e dirigenti interessati
ore 12.30 pranzo con delegazione CGIL
ore 18.00 serata con Gruppo Giovani in Rete delle ACLI.

VENERDÌ 20 LUGLIO
ore 10.30 incontro con delegazione Amm.ne Comunale
ore 11.00 Conferenza Stampa presso Sala Stemmi Comune di Como
ore 16.00 giornata organizzata dal Circolo ACLI di Mandello Lario.

SABATO 21 LUGLIO
ore 18.30 Incontro pubblico presso la Sala della Comunità in Piazza Chiesa ad Albate dal titolo: “Un sorriso per la Bosnia – un impegno che dura da vent’anni – Testimonianze e racconti di 4 ragazzi bosniaci dei campi profughi”
ore 20.30 Momento conviviale aperto a tutti nel Parco della Valbasca organizzato dalla sezione degli Alpini di Albate.

Per informazioni Acli sede provinciale di Como
Tel. 031 3312726 – fax 031 3312750 e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Progetto Caleidoscopio Aclista finanziato da 5x1000 anno 2009

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Venerdì 25 maggio, allo Spazio Oberdan: “Sarajevo, il libro dell’assedio”, a venti anni dalla battaglia di Sarajevo, una serata di testimonianze con letture, musica e immagini. È il terzo appuntamento dell’iniziativa “Il maggio dei libri”.

Venerdì 25 maggio 2012, alle ore 17.30, presso la Sala Alda Merini dello Spazio Oberdan, Viale Vittorio Veneto 2, Milano: Sarajevo, il libro dell’assedio. Gli scrittori e i poeti nella città-ghetto, a vent’anni dal lungo assedio (aprile 1992 - febbraio 1996) della città che fu laboratorio d’integrazione tra Cristiani, Musulmani ed Ebrei, una serata di testimonianze, memoria e analisi storica, con letture, musica e immagini.

L’incontro fa parte del ciclo di iniziative organizzate dall’Assessorato alla Cultura della Provincia di Milano nell’ambito de “Il maggio dei libri”, campagna di promozione del libro e della lettura promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali in collaborazione con il Centro per il libro e la lettura/CEPELL.

In apertura dell’incontro, con la collaborazione del Conservatorio di Milano, il violoncellista Issey Watanabe eseguirà “The cellist of Sarajevo” di David Wilde e “Il canto degli uccelli” di Pablo Casals, sullo sfondo della proiezione di fotografie dell’assedio di Danilo Krstanovic.

A seguire, presentazione del volume Sarajevo, il libro dell’assedio (ADV Publishing House, pagg. 220, 2012). Introducono il Vice Presidente e Assessore alla Cultura della Provincia di Milano e Claudio Martino, Direttore del Settore Cultura e Beni Culturali.

Partecipa il drammaturgo e romanziere Dževad Karahasan, le cui prose sono incluse nel libro insieme ai versi di Izet Sarajlić, alle poesie di Abdulah Sidran, ai diari di Marko Vešović, ai frammenti di Tvrtko Kulenović. Intervengono Piero Del Giudice, scrittore e giornalista, curatore del volume; Valentina Parisi, critica letteraria e traduttrice, e Arnoldo Mosca Mondadori, presidente del Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano.

Al termine degli interventi, proiezione dei documentari: “Abdulah Sidran poeta dell'assedio” e “Danilo Krstanović fotografo dell’assedio” di Piero Del Giudice.

«Riprendendo il pensiero di Marcel Proust, si può affermare che ogni libro può divenire lo specchio in cui riflettersi, per potersi ritrovare più ricchi di consapevolezza, consci della propria identità, delle proprie aspirazioni, del proprio ruolo nella società. - osserva il Vice Presidente e Assessore alla Cultura della Provincia di Milano - I libri, in pratica, rafforzano la nostra coscienza di uomini che condividono una stessa Comunità di Destino. Il Maggio dei Libri si propone a un pubblico diversificato e, mi auguro, sempre curioso di apprendere e di confrontarsi.»

Informazioni al pubblico:
Provincia di Milano/Settore Cultura e Beni Culturali, tel. 02 7740.6388/632
www.provincia.milano.it/cultura

Ufficio Stampa:
Provincia di Milano/Cultura, tel. 02 7740.6310/6359,
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Addetto stampa Assessore, tel. 02 7740.6386 – Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

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Lunedì 21 Maggio 2012 10:16

Dalla Bosnia sotto le bombe a Cuneo

Cuneo - Mario Tretola (IPSIA Cuneo) ricorda l’impegno dei volontari per salvare i profughi. 35 famiglie portate in Italia dal Coordinamento pace nel 1992.

A vent’anni dal conflitto serbo-bosniaco sono ancora 74.000 i rifugiati e gli sfollati secondo l’Onu. In Granda, all’epoca, sono state 150 le persone, fra loro 42 bambini e ragazzi, a trovare scampo dai bombardamenti che devastavano Sarajevo. Una fuga resa possibile grazie al Coordinamento pace di Cuneo con l’iniziativa “Una tenda per la pace”. Tra i volontari anche Mario Tretola, allora consigliere comunale, oggi vicepresidente regionale delle Acli. ”Abbiamo iniziato sensibilizzando i cittadini contro una risoluzione violenta del conflitto balcanico - ricorda -. Siamo scesi in piazza per quasi due mesi, tra la fine del ‘91 e l’inizio del ‘92, con un presidio permanente in corso Dante. È stata una delle prime iniziative in Italia per opporsi alla guerra che poi è stata dichiarata”. Scoppiato il conflitto, il Coordinamento pace interviene in soccorso alle popolazioni colpite attivando contatti con organizzazioni internazionali. Viene individuata una serie di campi profughi nella zona di Doboj, al confine settentrionale della Bosnia.Chiedevamo di segnalarci le famiglie più a rischio - dice Tretola -. In Slovenia, ad esempio, abbiamo recuperato un bambino di sei mesi con un vizio cardiaco. Lo hanno operato a Triste e oggi vive ancora a Borgo San Dalmazzo”. Si attiva così una proposta di accoglienza nel Cuneese con una rete di famiglie che per un anno si fa carico di garantire l’ospitalità a 35 nuclei. Prima arrivano donne e bambini, successivamente gli uomini. "Sono stati accolti sia cattolici che musulmani, anche nomadi - spiega Tretola -. Abbiamo fatto queste azioni in periodo di guerra, all’inizio portando del materiale nei campi profughi tra Bosnia, Croazia e Serbia. Con il mio camper abbiamo attraversato i check-in militari e siamo stati a Sarajevo mentre ancora si sparava". Tra il ‘92 e il ‘93 arrivano così in Granda 150 persone. I volontari si occupano anche dei documenti per l’asilo politico. "L’iniziativa è nata costruendo attenzione e sensibilità nei nostri territori, spiegando cosa avevamo visto nei campi profughi.- ricorda Tretola -. Questo lavoro di accoglienza ci ha permesso di parlare ai cuneesi dell’assurdità di questa guerra”. A un anno dall’arrivo chi trova lavoro resta in provincia, altri emigrano. Come una coppia di dentisti serbo-bosniaca che sceglie di andare in Australia. ”Il progetto - sottolinea Tretola - non era solo dare accoglienza ma far crescere delle relazioni. Si sono create infatti delle reti amicali e oggi ancora qualche famiglia vive a Cuneo”.

da www.puntocuneo.it

Pubblicato in 20 anni di Bosnia

Una giornata d’incontri con i sapori e le storie di un paese affascinante e complesso. Un momento per ritrovare gli amici di “Un Sorriso per la Bosnia”, progetto in cui il circolo di Trecella ha partecipato attivamente con il gemellaggio col campo profughi di Črnomelj.

 

Programma:

10:30 S. Messa. Durante la celebrazione breve ricordo da parte di Silvio Ziliotto (IPSIA Milano) dell’esperienza dei campi profughi.

11.45 Aperitivo e a seguire “La mattina ha la pita in bocca” pranzo con assaggi del piatto tipico bosniaco, prodotto da un’esperienza di co-cucina insieme a cuoche bosniache.

Nel corso del pomeriggio: animazione per bambini e danze popolari balcaniche, a cura dei responsabili del progetto Terre e Libertà, e tante, tante chiacchiere!

Ruota a premi per raccolta di fondi a favore di IPSIA associazione di promozione al volontariato

Presentazione della mostra “Frammenti di un dopoguerra” di Giovanni Fucili e del libro “Gli occhi colmi di terra” di Šimun Šito Ćorić, a cura di Silvio Ziliotto.

Prenotazione del pranzo obbligatoria: al cell. 339.6058708 o all’indirizzo: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

Domenica 20 maggio 2012 - FestACLI , Oratorio S. Giovanni Bosco , via Sanzio 1, Trecella (MI)

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