L’impegno di numerosi attori delle Acli (Acli, ENAIP e Ipsia) è cominciato nel 2003, lavorando congiuntamente con la CEI; la diocesi di Inhambane e il Centro Missionario di Vercelli. I progetti sono ruotati intorno alla costruzione di una scuola superiore di tipo professionale: inizialmente Acli ha fornito il suo appoggio per la costruzione dei locali scolastici, Enaip il suo apporto per la formazione di personale specializzato e la fornitura di macchinari per il ferro, il legname, l’elettricità, il taglio e cucito in uso a scuola, nonché per l’installazione di un laboratorio informatico, l’unico del distretto, il migliore della provincia.
IPSIA offre attualmente sostegno alle necessità correnti per il funzionamento scolastico: reclutamento e pagamento di insegnanti, approvvigionamento di materiali per i laboratori, fornitura di un kit di strumenti per le esercitazione e che rimane in possesso agli studenti, a termine degli studi.
Il Mozambico è un paese dell’Africa Australe, confina a Sud con il Sud Africa e lo Swaziland, A Ovest con Zimbabwe, Zambia e Malawi e a nord con la Tanzania mentre ed Est è bagnato dall’Oceano Indiano. Il paese si estende su una superficie di circa 800.000 kmq, quasi tre volte l’Italia, con un litorale di oltre 2700 Km. Nonostante l’enorme estensione, il clima è sostanzialmente omogeneo ed è di tipo tropicale e subtropicale, con minime non inferiori ai 18° C nei mesi invernali (giugno, luglio, agosto) e massime intorno ai 40° C nei mesi estivi. Durante l’estate si verificano precipitazioni a carattere monsonico e le coste sono soggette a violenti cicloni tropicali, i più recenti dei quali si sono verificati nel 2000 e nel 2007.
La popolazione mozambicana si assesta sui 20 milioni di abitanti, facendo di questo Stato il quarto paese più popoloso della Comunità di Sviluppo dell’Africa Australe. Si tratta di una popolazione estremamente giovane, infatti l’età media è pari a 17,7 anni di età. Oltre 1,2 milione di persone risiede nella capitale, Maputo.
Lo Stato mozambicano è suddiviso in 11 Province amministrative: Maputo città, Maputo provincia, Gaza, Inhambane, Sofala, Tete, Zambesia, Nampula, Niassa e Capo Delgado. Le province sono a loro volte suddivise in distretti; il distretto di Inhassoro, che ospita l’omonimo villaggio si trova nel nord della provincia di Inhambane.
Tutto il distretto ospita una popolazione di 52.708.000 abitanti, 18 mila dei quali vivono nella cittadina di Inhassoro. Gli insediamenti sono molto diradati e di tipo tradizionale, ossia palhotas col pavimento in terra battuta, il tetto di copertura vegetale e le pareti di canne; solo il 3% delle abitazioni è in muratura o legno. Manca un sistema di distribuzione dell’acqua corrente, per cui l’erogazione dell’acqua dipende da pompe e pozzi, pubblici o privati. Assente anche un sistema pubblico di smaltimento dei rifiuti. E’ però garantita l’erogazione di energia elettrica, anche se con problemi saltuari. Essendo capoluogo di distretto, Inhassoro ospita gli uffici amministrativi di distretto, un tribunale giudiziario, una stazione di polizia e una prigione. E’ inoltre presente un ospedale, inaugurato nel 2007.
Il Mozambico è un paese ricchissimo di storia e di culture dove ancora si possono identificare con facilità i diversi gruppi umani che si sono succeduti o sono venuti a contatto tra loro in questo territorio. I primi abitanti del Mozambico erano i boscimani, successivamente soppiantati e fusisi coi Bantu che, per diverse ragioni migrarono dal centro al sud del continente, nel corso del IX sec. Con la sedentarizzazione bantu, nel Sud del paese cominciano a svilupparsi l’agricoltura, il pascolo, la caccia e la pesca mentre il nord del paese, essendo infestato della mosca tzè tzè rimane agricolo. Le differenziazioni lavorative sono la causa del sorgere di lignaggi matrilineari a nord (perché l’agricoltura era l’attività femminile per eccellenza) e patrilineari a sud. Questa divisione antropologica rimane tutt’oggi viva nel paese.
Tra il IX e il XVI secolo il Mozambico viene inserito in un intenso circuito di scambi commerciali, per opera di commercianti arabi, persiani e cinesi. Nessuna di queste popolazioni si è mai mischiata molto a quella locale, per cui, soprattutto nelle maggiori città commerciali del Mozambico si ritrovano visi tipicamente arabi o indiani. Infine nel 1498 arrivarono i portoghesi: dapprincipio, la presenza portoghese, come quelle che l’avevano preceduta, fu limitata alle coste e dovuta a ragioni commerciali: al Portogallo necessitavano alcune materie prime ed era interessato alla tratta degli schiavi. Tuttavia, dopo il Congresso di Berlino del 1884, avviene una profonda e massiccia penetrazione dei colonizzatori europei, il territorio mozambicano viene controllato in maniera effettiva e diretta e il paese viene proclamato Provincia d’Oltremare dell’impero lusitano. Inizia per questo paese una stagione di duro sfruttamento, al servizio delle esigenze dell’economia portoghese: la popolazione deve prestare servizio di corvée per molti mesi l’anno e viene costretta a migrare coattivamente nelle miniere o nelle farms sudafricane, viene vietato qualsiasi negozio ai neri, è possibile frequentare solo quattro anni di scuola, è doveroso mostrare numerose forme di sottoposizione alla popolazione bianca.
A causa di questa forma di colonialismo particolarmente dura comincia a svilupparsi il nazionalismo africano, nel 1962 nasce il FRELIMO, FREnte de LIbertação de MOçambique, che non riuscendo a farsi sentire in alcun modo dai portoghesi, due anni più tardi si deciderà per la lotta armata. Inserita negli schemi di frapposizione della guerra fredda, la FRELIMO si unirà al blocco dei paesi socialisti e il Mozambico rimarrà un paese monopartitico fino alla Costituzione del 1990, improntata dopo la caduta del muro di Berlino. Con la nascita della FRELIMO, inizia la guerra di liberazione nazionale, che terminerà nel 1975, quando il Portogallo, sconvolto anche dalle vicissitudini interne della Rivoluzione dei garofani, deciderà di abbandonare i possedimenti coloniali. Tuttavia comincia, quasi nell’immediato, una guerra civile, di mozambicani contro mozambicani, sollecitata dagli Stati confinanti, che vedevano malvolentieri la necessità di pagare manodopera libera che sempre avevano avuto per schiava e che incoraggiano e armano un nuovo partito la RENAMO, REsisténcia NAcional MOçambicana.
La guerra si protrarrà fino al 1992, quando verranno firmati gli accordi di pace, a Roma, frutto tra l’altro di un notevole impegno del governo italiano e della Comunità di Santo Egidio.
Visto che è stato sconvolto da un colonialismo così duro e da decenni di guerra fratricida, il Mozambico rappresenta uno dei paesi più poveri dell’Africa; i primi dati statistici rilevati nel dopoguerra lo classificavano come il più povero in assoluto. A più di quindici anni di distanza dalla fine del conflitto, il Mozambico si posiziona al 172° posto nella classifica dell’HDI su un totale di 177 paesi, per i quali si riesce a redige questa statistica. La percentuale di popolazione che vive sotto la soglia di povertà è addirittura pari al 70%: l’attività economica è praticamente costituita dal settore informale. L’indebitamento statale è molto elevato e gran parte del bilancio pubblico è finanziato da donatori e dalle organizzazioni internazionali. Il problema più urgente è costituito dalla diffusione dell’HIV, legata a mancata informazione sulle modalità di protezione dalla malattia e a tabù tradizionali in materia sessuale.
Una speranza per il Mozambico
Sostegno alla Escola Profissional “Estrela do Mar”, impegnata nella formazione professionale dei giovani di Inhassoro.
Programma di sostegno allo sviluppo socio economico del distretto di Inhassoro
Accompagnamento allo sviluppo economico, sociale, culturale del distretto di Inhassoro mediante la costruzione di un centro di formazione professionale e la realizzazione di una serie di percorsi formativi.
Nella prima annualità è stato avviato il 1° corso di falegnameria, è stato realizzato un corso di formazione per operatori dell'istruzione pre-scolare e sono state realizzate ed attrezzate alcune strutture del Centro di formazione "Estrela do mar"
Inizio: settembre 2003
Termine: settembre 2006
Finanziatore: Cofinanziato CEI
Luogo: Inhassoro
Terre e Libertà
Progetto di volontariato internazionale estivo per l'animazione giovanile.
I campi estivi sono finalizzati alla promozione della cooperazione interculturale ed alla ricostruzione di legami sociali recisi da conflitti e disagi sociali. I volontari internazionali che vi partecipano sono gli artefici ed i primi promotori di tali cambiamenti. Il progetto Terre e Libertà ha alla base l’idea di un’esperienza di vita comunitaria e di azione volontaria che unisce persone di diversa provenienza, estrazione, cultura e religione intorno ad una esperienza comune.
Impiego di volontari in servizio civile nazionale all’estero
6° bando Servizio Civile Nazionale
Terre e Libertà. Percorsi di animazione giovanile - 1 volontario
Inizio: novembre 2007
Termine: ottobre 2008
Luogo: Inhassoro
7° bando Servizio Civile Nazionale
Reti di economia solidale e cittadinanza attiva – 1 volontario
Inizio: novembre 2008
Termine: ottobre 2009
Luogo: Inhassoro
8° bando Servizio Civile Nazionale
Promuovere competenze per uno sviluppo locale nelle zone rurali – 1 volontario
Inizio: novembre 2009
Termine: ottobre 2010
Luogo: Inhassoro