La presenza IPSIA-ACLI in Kenya è connessa all’invito rivolto dai Comboniani alle ACLI qualche anno fa a condividere la propria esperienza di associazione cristiana di lavoratori in un altro contesto.
Il sogno delle ACLI è quello di innescare un processo di associazionismo e di presa di coscienza da parte dei lavoratori circa i loro diritti.

Data la complessità del contesto e il desiderio di non arrivare con una proposta già confezionata, IPSIA ed ACLI hanno deciso di realizzare uno studio di fattibilità approfondito.

I partner locali che hanno assistito la fase di ricerca sono SOMIRENEC (Social Ministry Research and Network Centre) Missionari Comboniani Tangaza College.

Al termine del periodo di fattibilità sono stati identificati alcuni filoni di intervento:

1. Percosi di formazione – Azione
Lo studio di fattibilità realizzato mostra come ai livelli di base della società keniana si registri una carenza di competenze e approfondimenti relativamente alle tematiche del lavoro. Tale scarsa consapevolezza impedisce ai membri delle comunità e dei gruppi di base di intraprendere azioni in tale contesto.
Attraverso il coinvolgimento e la partecipazione a percorsi di formazione, ispirati ai metodi e agli insegnamenti di Paulo Freire e riadattati al contesto keniano, si vorrebbero organizzare spazi in cui le comunità possano elaborare strumenti e strategie per rispondere alle problematiche emerse durante la coscientizzazione.
La scelta di un approccio ispirato a Freire si fonda sulla recente esperienza di formazione di operatori di comunità che vede coinvolta IPSIA in America Latina.
L’idea soggiacente, in Kenya come in Brasile, è di rinforzare le comunità nelle proprie capacità di intraprendere azioni originali e responsabili all’interno delle proprie aree di intervento e coerentemente con i propri scopi.
Al momento IPSIA sta studiando come organizzare tale percorso, coinvolgendo nella progettazione persone e istituzioni con esperienza e competenze nel settore della formazione. L’obiettivo più immediato è l’organizzazione di un seminario dove raccogliere e condividere esperienze utili per progettare un percorso sulle tematiche del lavoro che risulti consistente con il contesto keniano.

2. Partecipazione al percorso di preparazione del Forum Sociale Mondiale di Nairobi (Gennaio 2007) in particolare partecipando direttamente ad alcuni gruppi di lavoro realizzando un canale di comunicazione con l’Italia e con il percorso di preparazione del FSM in Italia attraverso la partecipazione ACLI

3. Sostegno alla Campagna CEJ - Catholic Economic Justice - IL DEBITO È POVERTÁ, IL DEBITO È SCHIAVITÚ Rifiutare di pagare è giustizia.

4. Verificare la possibilità di sostenere la nascita di una Pastorale del lavoro che possa agire e impegnarsi nella formazione politica e sociale sul tema del lavoro in Kenya.
Nel giugno del 2006 è stato presentato in Vaticano il documento preparatorio in vista del prossimo sinodo generale dei vescovi africani. Si tratta della seconda assemblea speciale per l'Africa, la prima si tenne fra l'aprile e il maggio del 1994, a quell'evento segui' l'esortazione post-sinodale ''Ecclesia in Africa'' pubblicata nel settembre del 1995. Il 13 novembre del 2004, a pochi mesi dalla sua scomparsa, Giovanni Paolo II raccolse l'indicazione proveniente da tanti settori della realtà ecclesiale africana, convocò il secondo sinodo generale dei vescovi del continente; quella scelta fu poi confermata da Benedetto XVI.

Il Kenya, con una superficie di 582.650 kmq, confina a sud con la Tanzania, a ovest con l'Uganda, a nord con l'Etiopia e il Sudan ed a est con la Somalia e l'Oceano Indiano. Ha una popolazione di oltre 36 milioni di abitanti (con limitate ma influenti minoranze indiane, arabe ed europee) suddivisa in oltre 40 tribù distinte in tre grandi gruppi linguistici: i Bantù (Kikuyu, Meru, Gusii, Embu, Akamba, Luyha e Mijikenda), i Nilotici (Luo, Masai, Turkana, Samburu, Pokot e Kalenjin) e i Cusciti (Somali, Borana). La religione predominante nel paese è quella cristiana (60% della popolazione), seguita dall’ Islam (30%) e dall’animismo (10%). Il Kenya e' una Repubblica multipartitica dove il potere esecutivo è in mano al Presidente, eletto a suffragio universale, mentre il potere legislativo è assegnato ad un'assemblea parlamentare. Amministrativamente il territorio nazionale è suddiviso in 7 province, più l'area urbana di Nairobi, la capitale dello stato. Il Kenya ha raggiunto l'indipendenza dal Regno Unito, di cui era una colonia, nel 1963, a conclusione di un lungo processo di rivendicazioni economiche e politiche. La presidenza di Jomo Kenyatta, capo del movimento indipendentista e primo Presidente della Repubblica, durata fino alla sua morte nel 1978, ha permesso al Kenya di diventare uno degli stati più sviluppati dl continente africano. Il successore di Kenyatta è stato Daniel Arap Moi, rimasto in carica per 25 anni fino alle elezioni politiche del 2003 che hanno visto il successo dell'opposizione ed il passaggio dei poteri al nuovo presidente Mwai Kibaki rappresentante del Partito Democratico del Kenya che ha sconfitto il rappresentante del Kanu, lo storico partito di governo, Uhuru Kenyatta.

Nel dicembre 2007, in occasione delle ultime elezioni parlamentari, si è determinata nel paese la situazione di più grave crisi politica e sociale dall'indipendenza. Negli scontri seguiti alle elezioni sono state uccise circa 1500 persone e oltre 300.000 sono state sfollate all'interno e all'esterno del paese. Gli scontri hanno assunto una connotazione etnica, contrapponendo le due maggiori etnie del Kenya (Luo e Kikuyo), attraverso una manipolazione mediatica su cui pesano gravi responsabilità dei leader politici dei due schieramenti elettorali. La situazione di crisi e’ rientrata dopo mesi di violenze attraverso la mediazione dell'ex segretario generale del'ONU, Kofi Annan, e la forte pressione della comunità internazionale, che vanta numerosi interessi geopolitici ed economici nell'area. Il compromesso trovato porta ad una riforma costituzionale che ha permesso una spartizione del potere fra i due schieramenti in una coalizione di unità nazionale.

Nonostante la soluzione politica, restano aperte le profonde ferite sociali ed economiche, così come l'innesco del fattore destabilizzante dell'appartenenza etnica, chiamato a coprire le diseguaglianze economiche che attarversano il paese. Queste disuguaglianze, così come il problema irrisolto della ripartizione delle terre, e in generale la redistribuzione delle ricchezze economiche, risultano le cause reali della situazione di instabilità latente del paese.

Il Kenya (stime del 2001) ha un PIL pari a 31 miliardi di dollari e un reddito pro-capite pari a 1000 dollari. Il settore principale è quello dell'agricoltura che produce il 24% del PIL e occupa oltre il 70 % della forza lavoro (le voci principali dell'export riguardano il caffè. il the e i fiori recisi). Il turismo che nel corso degli ultimi decenni aveva costituito una voce importante nella bilancia commerciale del paese sta vivendo un momento di forte crisi.

Secondo la Banca Mondiale, il debito estero complessivo del Kenya nel 1990 era pari a 7 miliardi e 58 milioni di dollari mentre a fine 2002 era a quota 6 miliardi e 31 milioni di dollari. Un valore ancora provvisorio stima il totale a fine 2003 a 6 miliardi e 505 milioni di dollari, quindi nuovamente in aumento.

Il debito è pari al 54% del reddito nazionale lordo, ma scende al 40% se si considera il cosiddetto “valore attuale” del debito, cioè il suo valore effettivo sul mercato. Rispettto alle esportazioni, il debito estero keniota è pari al 147%, cioé a una volta e mezza l'export. Il servizio del debito – interessi più rate di rimborso – è invece pari al 15% delle esportazioni. In base a questi dati la Banca Mondiale classifica il Kenya come un paese “moderatamente indebitato” e quindi non lo comprende nell'iniziativa di alleggerimento del debito Hipc - “Iniziativa per i paesi poveri e fortemente indebitati”.

Un’alternativa allo sfruttamento: sostegno alla microimprenditoria femminile ad Athi River
Il progetto vuole favorire lo sviluppo dell'imprenditoria femminile come alternativa allo sfruttamento delle Export Processing Zones nella zona urbana di Athi River attraverso l'incremento delle competenze e delle risorse per le imprese della zona, e all'incremento del livello di consapevolezza delle possibilità di tutela dei lavoratori offerte dalla legislazione vigente.

>> Un’alternativa allo sfruttamento: sostegno alla microimprenditoria femminile ad Athi River - progetto

Inizio: maggio 2008
Termine: ottobre 2009
Finanziatore: Cofinanziato Provincia di Pesaro
Capofila: ACLI Pesaro
Luogo: area di Nairobi

 

Diritti a Nairobi
Progetto di sostegno all'auto-organizzazione dei lavoratori nell'area di Nairobi

>> Diritti a Nairobi - relazione di sintesi

>> Diritti a Nairobi - relazione maggio 2007

>> Diritti a Nairobi - relazione attività

>> Diritti e lavoro a Nairobi - depliant

>> Diritti e lavoro a Nairobi - manifesto

>> Lavoro e diritti a Nairobi - volantino

Inizio: novembre 2005
Termine: dicembre 2008
Finanziatore: Autofinanziato ACLI - Cofinanziato Regione Umbria
annualità 2006
Luogo: area di Nairobi

 

VOLONTARIATO INTERNAZIONALE:

Terre e Libertà
Progetto di volontariato internazionale estivo per l'animazione giovanile.
I campi estivi sono finalizzati alla promozione della cooperazione interculturale ed alla ricostruzione di legami sociali recisi da conflitti e disagi sociali. I volontari internazionali che vi partecipano sono gli artefici ed i primi promotori di tali cambiamenti. Il progetto Terre e Libertà ha alla base l’idea di un’esperienza di vita comunitaria e di azione volontaria che unisce persone di diversa provenienza, estrazione, cultura e religione intorno ad una esperienza comune.

 

Impiego di volontari in servizio civile nazionale all’estero

4° bando Servizio Civile Nazionale
Rel-azioni di pace – 2 volontari
Inizio: ottobre 2005
Termine: settembre 2006
Luogo: Nairobi

6° bando Servizio Civile Nazionale
Terre e Libertà. Percorsi di animazione giovanile; Costruzione di reti di economia solidale - 2 volontari.
Inizio: novembre 2007
Termine: ottobre 2008
Luogo: Nairobi

7° bando Servizio Civile Nazionale
Reti di economia solidale e cittadinanza attiva – 2 volontari
Inizio: novembre 2008
Termine: ottobre 2009
Luogo: Nairobi, Meru

8° bando Servizio Civile Nazionale
Promuovere competenze per la difesa dei diritti e per l'economia solidale – 2 volontari
Inizio: novembre 2009
Termine: ottobre 2010
Luogo: Nairobi

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