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Lunedì 05 Marzo 2012 11:20

“L'Italia sono anch'io” sbarca in Albania

Secondo l'ultimo Dossier Caritas Migrantes attualmente risiedono in Italia oltre 4 milioni e mezzo di stranieri, di cui 570 mila sono minori nati nel nostro paese, con un'incidenza sul totale della popolazione pari al 7,5%. In questo quadro complessivo fra le nazionalità più presenti emerge, seconda solo a quella rumena, la comunità albanese che nel 2010 registrava circa 500 mila residenti, oltre 5 mila acquisizioni di cittadinanza e una delle seconde generazioni più consistenti.

Questi dati ben esprimono la realtà della migrazione albanese in Italia e mettono in luce le ragioni alla base dell'iniziativa promossa il primo marzo a Scutari da IPSIA-ACLI.

Nel corso di una conferenza organizzata in collaborazione con la Facoltà di Italianistica dell'Università Luigj Gurakuqi è stata presentata “L'Italia sono anch'io”, la Campagna lanciata sei mesi fa da 19 organizzazioni della società civile italiana, fra cui le Acli, per raccogliere le firme necessarie a presentare due proposte di legge di iniziativa popolare volte a modificare l'attuale normativa sui diritti di cittadinanza e il diritto di voto dei migranti. Concedere la cittadinanza ai bambini nati in Italia da genitori stranieri residenti regolarmente sul territorio nazionale da almeno un anno e garantire la partecipazione attiva e passiva alle elezioni amministrative ai migranti in possesso di titolo di soggiorno da 5 anni: sono questi i due punti chiave della riforma promossa dalla Campagna.

Le Acli, presenti in Albania dal 2005, sono da tempo impegnate nel fornire supporto a coloro che vogliono emigrare legalmente in Italia o rientrare in Albania dopo un’esperienza migratoria, nonché agli albanesi già residenti nel nostro paese. Attraverso l'attività dei due sportelli di Patronato Acli di Scutari e Tirana, aperti rispettivamente nel 2007 e nel 2008, sono diversi i servizi offerti ogni giorno, fra cui informazioni sulle procedure burocratiche e i documenti necessari, traduzioni, legalizzazioni, e assistenza agli studenti per l'iscrizione alle Università italiane e l'ottenimento delle borse di studio disponibili.

L'iniziativa del primo marzo ha fornito quindi l'occasione per parlare di un tema comune così importante come quello dei diritti dei migranti e per mostrare l'impegno della società civile e dell'opinione pubblica italiana al riguardo. Per presentare la campagna sono intervenute Patrizia Dodaro e Noemi Tricarico di IPSIA.

“La società italiana è una società che tende ad accogliere se una persona sa comportarsi ed inserirsi”, con queste parole è intervenuto durante la conferenza Sokol Gjoni che, arrivato nel '91, ha vissuto in Italia per ben 12 anni. “Il massimo traguardo per uno straniero in termine di diritti è la conquista della cittadinanza”, ha affermato Sokol, “per me significa essere accettato e considerato al pari di un italiano, un traguardo pratico e una grande soddisfazione psicologica”.

Assieme alla sua testimonianza i presenti hanno potuto condividere anche l'esperienza di Markeljan Hiluku, studente di Scutari arrivato in Italia con un gommone nel '98 da “clandestino in piena regola”, come lui stesso ama definirsi. “Penso che questa Campagna sia molto importante per la nostra comunità, che vive da anni ormai in Italia regolarmente”, ha dichiarato Markeljan ricordando l'importanza di garantire agli stranieri la piena partecipazione alla vita sociale e civile: “se un immigrato vive da tanti anni in Italia, lavora onestamente, rispettando le leggi e contribuendo allo sviluppo della società e del luogo dove vive, dovrebbe avere il diritto di votare, partecipare alle scelte come gli altri con i quali vive, lavora, collabora ogni giorno”.

Come sottolineato dal professore Carmine di Giandomenico, lettore di italiano presso l'Università di Scutari, l'Italia, in virtù della sua storia e della sua esperienza, non è insensibile alle questioni legate al tema delle migrazioni e il futuro del paese passerà anche attraverso la piena integrazione dei cittadini stranieri. In particolare, ha sottolineato il professore, non si può sottovalutare il profondo legame che unisce la comunità italiana con quella albanese, la prima ad essere stata protagonista di un flusso migratorio massiccio verso le nostre coste durante gli anni novanta.

Al termine dell'iniziativa anche i presenti hanno voluto esprimere con le loro firme il proprio supporto agli obiettivi di “L'Italia sono anch'io”, un sostegno e una condivisione di intenti che acquisiscono ancora più valore di fronte alla notizia rilasciata recentemente dalle organizzazioni promotrici della Campagna: è stato raggiunto e largamente superato l'obiettivo delle 50 mila firme, che martedì prossimo saranno consegnate alla Camera dei Deputati. I cambiamenti non sono mai facili e immediati, di certo il primo passo è stato fatto ma è fondamentale che l'impegno e l'attenzione di tutti continui a farsi sentire... anche dall'altra sponda dell'Adriatico.

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