Albania

in Albania ormai da un decennio si sta cercando di riportare alla “normalità” un paese tutt’oggi ancorato alle vecchie dinamiche di potere che ostacolano lo sviluppo socio-economico di un popolo. Un popolo che però si sta confrontando con il mondo circostante, grazie alle migrazioni e che sta iniziando a percepirsi come l’attore del cambiamento e dello sviluppo del proprio paese. Ormai la corruzione, l’illegalità, l’emarginazione sociale, sono bagagli di cui ci si sta sforzando di disfarsi, ma il cammino è ancora lungo. In prospettiva c’è un allontanamento lento ed inesorabile dagli anni della dittatura ed un avvicinamento auspicato verso l’Unione Europea, un traguardo quest’ultimo che impone un adeguamento a degli standard democratici, economici, sociali e politici non di facile raggiungimento, date le condizioni difficili che comunque caratterizzano il Paese.

Nello specifico, il Nord dell’Albania, a causa delle mancate o inadeguate politiche sociali e della scarsità di finanziamenti destinati alla zona, presenta un alto tasso di povertà rispetto al resto del Paese ed un sempre maggiore divario tra poveri e ricchi, soprattutto nelle città ed un maggiore divario tra il benessere nelle città e quello nelle zone rurali, dove gli investimenti infrastrutturali sono praticamente assenti.

La finalità del nostro intervento in Albania è contribuire allo sviluppo socio-economico nel Nord dell’Albania sia in area urbana che in area rurale, con particolare attenzione al coinvolgimento di donne, giovani e migranti.

I temi di intervento sono Migrazione e diritti, Lavoro, Donne e Associazionismo.

Siamo presenti in Albania dal 1999.

L’Albania ospita, su una superficie di 28.748 km2, una popolazione di 3.619.778 abitanti, concentrati principalmente nelle aree urbane (Tirana, Durazzo, Scutari e Valona). Il nord dell’Albania ha una forte componente cattolica e una significativa presenza di religiosi missionari italiani, diffusi anche in zone periferiche e isolate della regione. Il crollo del comunismo, le crisi finanziarie degli anni ’90 e le scarse prospettive lavorative hanno comportato una forte migrazione. Dal punto di vista economico, l’Albania, pur presentandosi come un paese in forte crescita, evidenzia un forte contrasto tra città e campagna/montagna e fra nord (più povero) e sud (più ricco).

Scutari è la più importante città del Nord dell’Albania, situata a 90 Km da Tirana, a 32 Km da Velipoja, a 36 Km dal confine con il Montenegro (60 Km da Podgorica). Con circa 110.000 abitanti, Scutari è una città in forte espansione, perché meta di migrazione interna dalle campagne e dalle montagne circostanti e zona di transito per chi vuole emigrare all’estero.

Il Consolato Italiano a Scutari indica che vengono concessi circa 7.000 visti all’anno per l’Italia, prevalentemente per motivi di studio e ricongiungimento familiare, seguiti da lavoro stagionale e lavoro di media-lunga durata. L’emigrazione, dovuta alla difficile situazione economica e sociale, ha portato all’allontanamento di una generazione attiva e istruita (dai giovani che emigrano per motivi di studio ai professori universitari, medici specialisti, etc.), indispensabile per lo sviluppo della città.

La migrazione interna, inoltre, è considerata come uno tra i processi più drammatici della transizione albanese, poiché riflette il consistente spopolamento delle zone più povere del Paese e la grande concentrazione intorno ai centri urbani. La popolazione delle zone di montagna, infatti, a causa della mancanza di lavoro e persino dei più elementari servizi, è costretta a trasferirsi in città. La carenza di infrastrutture (strade, sistema di produzione e distribuzione dell’energia, scuole), necessarie per un corretto sviluppo economico e culturale della popolazione, rappresenta un problema sociale rilevante.

I quartieri periferici di Scutari, quelli a ridosso del lago, non sono però in grado di sostenere l’ondata migratoria interna e le loro condizioni sono in continuo degrado.

Le differenze culturali, di istruzione, di tradizioni tra i nuovi arrivati e gli abitanti della città, l’incapacità delle istituzioni di amministrare tali movimenti migratori, hanno portato all’aumento del numero di bambini che non frequentano regolarmente le scuole, alla comparsa dell’analfabetismo, all’aumento della criminalità, peggiorando la situazione socio-economica di Scutari. L’abbandono scolastico è infatti il problema principale che coinvolge i minori.

Nel Nord dell’Albania l’istruzione rimane caratterizzata da una bassa qualità, per carenze infrastrutturali (edifici scolastici non a norma, dove mancano luce, riscaldamento ed adeguate condizioni igieniche), per la mancanza di attrezzature e libri di testo, per la scarsa qualificazione degli insegnanti e per l’utilizzo di programmi poveri e inadeguati alle mutate esigenze del mercato del lavoro e di una società in continua evoluzione.

Nel Nord dell’Albania, le minoranze etniche più consistenti sono i Rom e i Magjyp, che vivono una situazione di discriminazione e di mancato inserimento nel tessuto sociale cittadino.

Per tutti, residenti e nomadi, si pone poi il drammatico problema del posto di lavoro.

La crisi del ‘97 ha provocato gravi ripercussioni sia sull’economia che sugli investimenti nazionali e stranieri. Molti investitori stranieri hanno lasciato il Paese ed uno dei risultati è stato l’aumento della disoccupazione. Nella Regione di Scutari il tasso di disoccupazione è piuttosto alto: in base a dati del 2007, nelle sei città di questa area, vi sono 18.922 persone in cerca di lavoro.

La maggior parte dei disoccupati risulta avere tra i 20 e i 24 anni, o superare i 34 anni. Secondo il Ministero del Lavoro e Affari Sociali più del 50% delle persone impiegate nel settore agricolo non sono ufficialmente registrate come attive nel mercato del lavoro; di conseguenza risulta difficile stabilire con esattezza il tasso di disoccupazione.

In Albania la linea della povertà è stata stabilita corrispondere a 10.000 lek, pari a circa 73 euro mensili, vale a dire una delle più basse in Europa. Secondo dati Istat, metà delle famiglie vive al di sotto di questa soglia.

Gran parte della forza lavoro del distretto di Scutari è impiegata nel settore privato dell’agricoltura percependo un reddito medio di circa 13.000 lek, pari a poco più di 100 euro mensili, condizione che rende impossibile qualsiasi ipotesi di investimento.

La proprietà agricola, ripristinata come diritto personale dal 1991 (legge 7501), è caratterizzata da una notevole parcellizzazione.

Le difficoltà di accesso alla terra ed ai mezzi di produzione, la carenza di infrastrutture (mercantili e stradali), la debolezza delle filiere produttive, la cultura individualistica e patriarcale, sono i principali fattori che inibiscono lo sviluppo rurale del Paese.

Una parte delle famiglie (circa il 20,17%) dipende dal modesto reddito dell’amministrazione pubblica, erogato sotto forma di sussidi assistenziali. La maggioranza della popolazione costituisce manodopera industriale a basso costo e parte di questa viene contrattata giornalmente dagli imprenditori locali.

La situazione economica locale non garantisce quindi un accesso al lavoro qualificato.

I giovani, in particolare quelli provvisti di una formazione universitaria adeguata, sono così penalizzati dall’esiguità delle risorse che decidono di emigrare. Secondo i dati dell'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, dagli anni novanta al 2006 sono emigrati più di 1.100.000 cittadini albanesi: più di un quarto della forza lavoro albanese, dunque, è impiegato all’estero.

L’impatto dell’emigrazione incide sul tessuto economico territoriale provocando un calo dello sviluppo produttivo, specialmente nei settori dell’agricoltura e delle attività artigianali. Tuttavia l’emigrazione è allo stesso tempo una delle strategie più efficaci per sfuggire alla povertà grazie anche all’invio consistente di rimesse dall’estero. Va tuttavia ribadito che è attualmente in atto una tendenza crescente al ritorno in patria da parte di numerosi emigrati.

Costituzione di consorzi di filiera nelle aree rurali del Nord Albania
Sostenere attività produttive di aziende consociate come mezzo per la crescita delle loro capacità di competere sul mercato in modo sostenibile e redditizio, prevedendo un solido intervento nell’area della formazione, dell’assistenza tecnica e dell’accesso al credito.

Inizio: febbraio 2010 – in corso
Finanziatore: Cofinanziato
MAE, capo-fila LVIA, partner IPSIA
Luogo: Scutari, Lezhe

 

Risorse Migranti - Riconoscimento e formazione per i migranti rientrati nel Nord dell'Albania
Formazione e orientamento per migranti rientrati nell'area di Scutari e Lezhe al mondo del lavoro albanese ed alle possibilità di investimento sul territorio. Coinvolgimento di apparati amministrativi, autorità locali ed imprenditoriali affinché siano in grado di sfruttare le potenzialità rappresentate dai migranti. Il progetto rende partecipi le comunità di emigrati albanesi in Italia, valorizzando le reti tessute tra due paesi che sono strettamente legati per storia, cultura, economia, vivere quotidiano. Per raggiungere i suoi obiettivi il progetto prevede sul territorio lo sviluppo di attività di informazione, di formazione, di sostegno finanziario e di ricerca.

>> Risorse migranti - scheda progetto

>> Risorse migranti - scheda

>> Risorse migranti - relazione primo anno

>> Risorse migranti - volantino italiano est

>> Risorse migranti - volantino albanese est

>> Risorse migranti - volantino albanese int

>> Risorse migranti - volantino italiano int

Inizio: gennaio 2010 - in corso
Finanziatore: Cofinanziato MAE - In partnership con Caritas Italiana
Luogo: Scutari


Lavoro e formazione per la comunità albanese
Come continuazione del progetto finanziato dalla Fondazione Cariplo, le ACLI Lombardia, attraverso un rafforzamento del coordinamento con IPSIA, proseguono le attività di miglioramento dei livelli educativi di base, di miglioramento della formazione professionale di lavoratori adulti e di creazione di servizi. Proseguono anche le attività di inserimento sociale, culturale e lavorativo degli albanesi immigrati.

>> Lavoro e formazione per la comunità albanese - scheda progetto

>> Lavoro e formazione per la comunità albanese - relazione finale

Inizio: gennaio 2008 - in corso
Finanziatore: ACLI Lombardia
Luogo: Scutari

 

Emigrazione, immigrazione e diritti
Creazione di un servizio d´informazione e supporto ai migranti kosovari, attraverso l´ampliamento dell'accesso alle informazioni sulle possibilità, procedure e modalità di ingresso in Italia, il potenziamento delle reti informative esistenti tra Italia e Kosovo e il sostegno alla reintegrazione degli emigrati rientrati nella società kosovara.

>> Emigrazione Immigrazione e Diritti - scheda progetto

>> Emigrazione, immigrazione e diritti - scheda

Inizio: settembre 2007
Termine: dicembre 2010
Finanziatore: IPSIA e Patronato ACLI
Luogo: Scutari e Tirana

 

Lavoro e formazione per la comunità albanese
L'intervento che ACLI Lombardia ha svolto nell'ambito del progetto Lavoro e Formazione per la comunità albanese ha interessato il territorio di Scutari relativamente agli aspetti di miglioramento dei livelli educativi di base, miglioramento della formazione professionale di lavoratori adulti, sviluppo di nuove opportunità di lavoro, creazione di servizi. Ha interessato inoltre il territorio Lombardo con attività rivolte a favorire l'inserimento sociale, culturale e lavorativo degli albanesi immigrati. All'interno del sistema ACLI il progetto ha coinvolto IPSIA, ENAIP Lombardia, Patronato ACLI, circoli e sedi provinciali ACLI della Lombardia.

>> Lavoro e formazione per la comunità albanese - scheda progetto

>> Lavoro e formazione per la comunità albanese - relazione finale

Inizio: aprile 2006
Termine: dicembre 2009
Capofila ACLI Lombardia
Finanziatore: Fondazione Cariplo
Luogo: Regione di Scutari

 

 

VOLONTARIATO INTERNAZIONALE:

Terre e Libertà
Progetto di volontariato internazionale estivo per l'animazione giovanile.
I campi estivi sono finalizzati alla promozione della cooperazione interculturale ed alla ricostruzione di legami sociali recisi da conflitti e disagi sociali. I volontari internazionali che vi partecipano sono gli artefici ed i primi promotori di tali cambiamenti. Il progetto Terre e Libertà ha alla base l’idea di un’esperienza di vita comunitaria e di azione volontaria che unisce persone di diversa provenienza, estrazione, cultura e religione intorno ad una esperienza comune.

 

Impiego di volontari in servizio civile nazionale all’estero

3° bando Servizio Civile Nazionale
Donne, risorse di comunità – 2 volontari
Inizio: marzo 2005
Termine: febbraio 2006
Luogo: Scutari

6° bando Servizio Civile Nazionale
Terre e Libertà. Percorsi di animazione giovanile; Emigrazione, immigrazione e diritti - 3 volontari.
Inizio: novembre 2007
Termine: ottobre 2008
Luogo: Scutari

7° bando Servizio Civile Nazionale
Informare e promuovere diritti nei processi di emigrazione ed immigrazione – 3 volontari
Inizio: novembre 2008
Termine: ottobre 2009
Luogo: Scutari

8° bando Servizio Civile Nazionale
Promuovere competenze per uno sviluppo locale nelle zone rurali – 3 volontari
Inizio: novembre 2009
Termine: ottobre 2010
Luogo: Scutari

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