
Con Cooperazione Comunitaria allo Sviluppo si intende quella parte di lavoro che si realizza in progetti di co-operazione che, in rapporti di parternariato con altri soggetti della società civile italiana e di altri posti del mondo, provano a innescare processi di cambiamento e di sviluppo e a realizzare laboratori e sperimentazioni di modelli nuovi e differenti di relazione, di formazione, di associazione, di produzione, consumo. In questi termini si spiega il significato di sviluppo, cioè un processo coinvolgente, non monodimensionale, centrato sul valore della persona e delle relazioni. Il più possibile in continua sinergia con le istituzioni locali, con le associazioni locali e con tutti quei soggetti in grado di valorizzare le azioni del progetto e che al termine possano prendere in consegna quanto realizzato e per questo rendere i progetti sostenibili.
Le finalità: contribuire allo sviluppo socio-economico delle aree in cui siamo presenti tramite la promozione di processi che si avvalgano anche dell’esperienza del cooperante presente all’estero e traendo dalle pratiche sperimentate indicazioni per la riproducibilità dell’esperienza stessa e per l’apprendimento di saperi utili alla promozione di processi in Italia e/o in altre parti del mondo.
Tematicamente le attività sono organizzate rispetto a:
1. Migrazioni: Promuovere una maggiore conoscenza delle modalità di fruizione della libertà di movimento (partenza e rientro) e favorire la creazione di condizioni che supportino il rientro dei migranti
2. Lavoro: Contribuire al miglioramento dell’accesso al mercato del lavoro anche promuovendo opportunità di occupazione (imprese e microimprese e consorzi), promozione di formazione per il lavoro (professionale, tecnica e di impresa) di attività a sostegno del lavoro (microcredito, orientamento, assistenza …) animando il confronto e le riflessioni sul tema dei diritti del lavoro, promuovendo i diritti nei contesti lavorativi e nella società, promuovendo forme organizzative di lavoro alternative (no profit, impresa sociale, economia solidale, commercio equo…)
3. Diritti: Favorire l’integrazione tra i diversi gruppi nazionali presenti nel paese, Favorire la consapevolezza e l’accesso ai diritti per tutti con particolare attenzione al genere, a realtà rurali e alle minoranze, promuovere strutture che sostengano nella promozione e diffusione e ottenimento dei diritti (anche Sportelli)
Nello specifico per i Balcani:
- con attenzione a integrazione europea e integrazione dell’area
- declinando il tema dei diritti anche rispetto a minoranze e post conflitto
- con attenzione anche reinvestire in Bosnia (perché luogo ancora centrale, con tema dei diritti non risolto e che rischia di peggiorare drasticamente)
- con la consapevolezza che lo stile “artigianale” di IPSIA (manifattura) è più fattibile in questo contesto. Per vicinanza.
Nello specifico dell’America Latina:
- con attenzione (non dogmatica e non esclusiva) al tema dell’economia solidale
- approfondendo concettualmente l’ipotesi di una cooperazione su modelli differenti tra America Latina, Africa e Balcani. Investendo maggiormente su risorse locali (con cui stringere rapporti, intensificare missioni, organizzare scambi…).
Nello specifico dell’Africa:
- con attenzione al tema migrazioni e sviluppo
- verificando la possibilità di concentrarsi su Senegal, Marocco, Kenya (Meru) e Mozambico.
Con attenzioni trasversali nei progetti a:
- promuovere la crescita delle istituzioni locali
- attività di ricerca (soprattutto qualitativa) e documentazione
- attività di modellizzazione dell’intervento e documentazione (riproducibilità e valore aggiunto per Italia)
- alla realtà rurale e a quella periferica delle grandi città
Riferimenti esterni IPSIA si richiama ai principi di cooperazione della Carta di Trento, un tentativo di rilettura del tempo presente per ripensare assieme, nei suoi aspetti essenziali ed identitari - al di là della contingenza normativa e dell'esigenza di una nuova legge in materia - la "cooperazione allo sviluppo" e che in estrema sintesi si basa su:
1. LEGGERE IL PRESENTE: una cooperazione che rifletta ed agisca.
2. RIGUADAGNARE IL MONDO: una cooperazione dialogica e non autoreferenziale.
3. INVESTIRE NEL CAPITALE: umano e sociale.
4. LA COMUNITA' AL CENTRO: una cooperazione di qualità, svincolata dall'economicismo.
5. I DIRITTI NELLA RESPONSABILITA': oltre la logica dei bisogni.
6. ENTRARE IN RELAZIONE: una cooperazione oltre l'emergenza e accanto ai conflitti.
7. COOPERARE AL PLURALE: riconoscere il pluriverso degli attori e delle forme.
8. OLTRE LA RETE: costruire visioni d'insieme nel fare cooperazione.
9. GUARDANDO AL FUTURO: una cooperazione sostenibile e responsabile
10. IL SENSO DEL LIMITE: una cooperazione sperimentale, fallibile, partecipata
Con Cooperazione Comunitaria allo Sviluppo si intende quella parte di lavoro che si realizza in progetti di co-operazione che, in rapporti di parternariato con altri soggetti della società civile italiana e di altri posti del mondo, provano a innescare processi di cambiamento e di sviluppo e a realizzare laboratori e sperimentazioni di modelli nuovi e differenti di relazione, di formazione, di associazione, di produzione, consumo. In questi termini si spiega il significato di sviluppo, cioè un processo coinvolgente, non monodimensionale, centrato sul valore della persona e delle relazioni. Il più possibile in continua sinergia con le istituzioni locali, con le associazioni locali e con tutti quei soggetti in grado di valorizzare le azioni del progetto e che al termine possano prendere in consegna quanto realizzato e per questo rendere i progetti sostenibili.
Le finalità: contribuire allo sviluppo socio-economico delle aree in cui siamo presenti tramite la promozione di processi che si avvalgano anche dell’esperienza del cooperante presente all’estero e traendo dalle pratiche sperimentate indicazioni per la riproducibilità dell’esperienza stessa e per l’apprendimento di saperi utili alla promozione di processi in Italia e/o in altre parti del mondo.
Tematicamente le attività sono organizzate rispetto a:
-
Migrazioni: Promuovere una maggiore conoscenza delle modalità di fruizione della libertà di movimento (partenza e rientro) e favorire la creazione di condizioni che supportino il rientro dei migranti
-
Lavoro: Contribuire al miglioramento dell’accesso al mercato del lavoro anche promuovendo opportunità di occupazione (imprese e microimprese e consorzi), promozione di formazione per il lavoro (professionale, tecnica e di impresa) di attività a sostegno del lavoro (microcredito, orientamento, assistenza …) animando il confronto e le riflessioni sul tema dei diritti del lavoro, promuovendo i diritti nei contesti lavorativi e nella società, promuovendo forme organizzative di lavoro alternative (no profit, impresa sociale, economia solidale, commercio equo…)
-
Diritti: Favorire l’integrazione tra i diversi gruppi nazionali presenti nel paese, Favorire la consapevolezza e l’accesso ai diritti per tutti con particolare attenzione al genere, a realtà rurali e alle minoranze, promuovere strutture che sostengano nella promozione e diffusione e ottenimento dei diritti (anche Sportelli)
Nello specifico per i Balcani:
-
Con attenzione a integrazione europea e integrazione dell’area
-
Declinando il tema dei diritti anche rispetto a minoranze e post conflitto
-
Con attenzione anche reinvestire in Bosnia (perché luogo ancora centrale, con tema dei diritti non risolto e che rischia di peggiorare drasticamente)
-
Con la consapevolezza che lo stile “artigianale” di IPSIA (manifattura) è più fattibile in questo contesto. Per vicinanza.
Nello specifico dell’America Latina:
-
Con attenzione (non dogmatica e non esclusiva) al tema dell’economia solidale
-
Approfondendo concettualmente l’ipotesi di una cooperazione su modelli differenti tra America Latina, Africa e Balcani. Investendo maggiormente su risorse locali (con cui stringere rapporti, intensificare missioni, organizzare scambi…).
Nello specifico dell’Africa:
-
Con attenzione al tema migrazioni e sviluppo
-
Verificando la possibilità di concentrarsi su Senegal, Marocco, Kenya (Meru) e Mozambico.
Con attenzioni trasversali nei progetti a:
-
Promuovere la crescita delle istituzioni locali
-
Attività di ricerca (soprattutto qualitativa) e documentazione
-
Attività di modellizzazione dell’intervento e documentazione (riproducibilità e valore aggiunto per Italia)
-
Alla realtà rurale e a quella periferica delle grandi città
Riferimenti esterni IPSIA si richiama ai principi di cooperazione della Carta di Trento, un tentativo di rilettura del tempo presente per ripensare assieme, nei suoi aspetti essenziali ed identitari - al di là della contingenza normativa e dell'esigenza di una nuova legge in materia - la "cooperazione allo sviluppo" e che in estrema sintesi si basa su:
1. LEGGERE IL PRESENTE: una cooperazione che rifletta ed agisca.
2. RIGUADAGNARE IL MONDO: una cooperazione dialogica e non autoreferenziale.
3. INVESTIRE NEL CAPITALE: umano e sociale.
4. LA COMUNITA' AL CENTRO: una cooperazione di qualità, svincolata dall'economicismo.
5. I DIRITTI NELLA RESPONSABILITA': oltre la logica dei bisogni.
6. ENTRARE IN RELAZIONE: una cooperazione oltre l'emergenza e accanto ai conflitti.
7. COOPERARE AL PLURALE: riconoscere il pluriverso degli attori e delle forme.
8. OLTRE LA RETE: costruire visioni d'insieme nel fare cooperazione.
9. GUARDANDO AL FUTURO: una cooperazione sostenibile e responsabile
10. IL SENSO DEL LIMITE: una cooperazione sperimentale, fallibile, partecipata






