A partire dal mese di marzo 2013, il periodico ALBANOI si è trasformato in un nuovo strumento di comunicazione: il portale online ALBANOI, realizzato grazie al progetto Albania Domani, finanziato da Fondazione Cariplo.
Il portale nasce per comunicare meglio e in maniera più efficace le iniziative legate alla presenza degli albanesi in Lombardia ed è dedicato ad un pubblico molto vasto, sia italiano sia albanese. Non mancheranno interviste, notizie e approfondimenti sui temi classici della tradizione di ALBANOI: la promozione della cultura albanese, l’integrazione della comunità e le relazioni culturali, sociali ed istituzionali tra l’Italia e l’Albania.
Gli articoli principali pubblicati nel sito nel periodo di riferimento saranno raccolti in una newsletter mensile, insieme alle comunicazioni riguardanti gli eventi in programma.
È attiva anche la pagina Facebook!
Flahmob sul tema "La discriminazione di genere", realizzato a Scutari a conclusione della seconda sessione del laboratorio di teatro sociale tenuto da Besmir Rrjolli e Giulia Innocenti.
Progetto On the stage, cofinanziato dal Comune di Milano - Bando Milano per il co-sviluppo.
Si tiene a Tirana il 9 maggio il convegno “Il futuro è di chi lo costruisce, giovani ed imprese sociali”.
PROGRAMMA
ore 17,00 Scambio di esperienze tra imprese sociali albanesi e italiane
Tirana Ekspres, Tirana
Radiopulla, Sscutari
Tjeter Vizion, Elbasan
Dora e Pajtimit, Milano
Cooperativa sociale Arcobaleno, Torino
Tartan onlus, Tirana – Lucca
Attività previste
1) esposizione fotografica sul tema Lavoro
2) esposizione di prodotti artigianati e di piccoli giorelli realizzati con materiale riciclato
3) esposizione delle tavole del fumetto “I bambini inchiodati”
4) proiezione del film “40% Le mani libere del destino”
5) barbeque
6) concerto a cura di Rromani Baxt
L'evento, finanziato dall'agenzia per il rafforzamento della società civile albanese (AMSHC), sarà un'occasione di confronto e di festa per le imprese sociali. Particolare attenzione sarà dedicata alle innovazioni proposte dai giovani coinvolti dalle imprese stesse.
Oltre 200 partecipanti all’evento organizzato da Dora e Pajtimit lo scorso 27 aprile al Castello di Drishti. Una giornata sotto l’insegna della gioia di riscoprire la bellezza naturale e della gente di questo altopiano che dista soli 16 km. da Scutari.
Il clown Pong è stato il protagonista indiscusso della giornata intrattenendo la giovanissima e chiassosa comitiva. Un percorso di brevi scenette teatrali a cura dei bambini del Ristorante sociale Vivaldi (Scutari) ha accompagnato i partecipanti dall’ingresso nel villaggio fino alla piazza principale. Qui la banda musicale dell’associazione non profit The Door Albania ha intrattenuto l’audience incoraggiando anche vari partecipanti a unirsi a loro e cantare per la gioia di stare insieme. La commozione è stata condivisa da tutti con l’intonazione dell’inno nazionale e altre canzoni che esaltavano l’orgoglio di essere cittadini del paese delle aquile.
Sempre nella piazza centrale, la Scuola Perparimi ha allestito uno stand per la promozione del turismo culturale, distribuendo materiali informativi. Il recentissimo museo edificato nel villaggio è stato generosamente messo a disposizione dal Comune di Postribe. Qui, una mostra fotografica a cura dell’associazione Dora e Pajtimit e la promozione del fumetto “I bambini inchiodati” (attraverso l’esposizione di varie tavole del fumetto e la videoproiezione del clip promozionale) hanno trovato ampio spazio, accogliendo i numerosi visitatori. La mostra ha registrato un grande, grandissimo successo confermato non solo dall’affluenza numerosa, ma anche dai muri spogli che abbiamo trovato alla fine dell’evento. I piccoli che si erano riconosciuti nei vari ritratti si sono sentiti liberi ed in diritto di portarseli via! Un’immensa gioia vederli correre per tutto l’altopiano con le fotografie nelle manine e mostrarle ai propri genitori.
Senza la loro semplicità e spontaneità nulla di tutto ciò sarebbe stato possibile!
Un vivo ringraziamento va certamente a tutte le istituzioni ed associazioni che hanno contribuito con grande entusiasmo e adesione alla realizzazione dell’evento: il Comune di Scutari, il Comune di Postribe, il Ristorante sociale Vivaldi, la Scuola Perparimi, la Radio Pulla e le associazioni non profit The Door Albania, IPSIA, I Care e Gruja te Gruja. E ancora un ringraziamento speciale a tutti i volontari di Dora e Pajtimit che credono nella mission dell'associazione e la rendono ogni giorno concreta e tangibile.
La comunità di stranieri più rappresentativa iscritta nei registri dell’anagrafe del comune di Cavalese (TN) è quella albanese: nel 2013 risultano infatti iscritti 102 cittadini di nazionalità albanese. Al secondo posto per consistenza figura invece la comunità rumena con 87 cittadini, al terzo posto se pur molto distanziate figurano la comunità macedone e quindi i cittadini del Bangladesh con 42 cittadini ciascuna. Seguono poi nell’ordine i moldavi (14) i marocchini (10) , i cinesi (8) e gli egiziani, croati peruviani e boliviani con 4 cittadini ciascuno.
In totale sono ben 27 le cittadinanze che figurano iscritte ufficialmente all’anagrafe del comune di Cavalese. Oltre ai componenti europei figurano anche cittadini statunitensi, equadoregni, pachistani e argentini.
E proprio per cercare di avvicinare le culture e favorire l’integrazione sociale l’altra sera c’è stato nell’auditorium della biblioteca comunale il primo incontro, una lezione di geografia politica, economica e sociale sull’Albania, con la partecipazione di numerosi giovani albanesi. La serata, organizzata dal Circolo Acli di Cavalese, è iniziata proprio con il saluto della presidente del Circolo Giovanna Senes e con quello dei due assessori comunali Sergio Finato e Michele Malfer. Poi dopo l’introduzione del presidente dell’Ipsia del Trentino, il giornalista Fabio Pipiato è toccato a Perparin Kolndreu illustrare nei dettagli non solo gli aspetti geografici, ma anche quelli storici, etnici ed economici dell’Albania. Uno stato povero con due terzi di territorio montuoso e ai margini dello sviluppo economico industrializzato che ha saputo conservare però ben 6 minoranze etiche riconosciute ufficialmente dal governo, con i Greci, gli Armeni, i Rom, i Serbi, Macedoni e Bulgari.
Fonte: http://trentinocorrierealpi.gelocal.it/cronaca/2013/04/20/news/quanti-albanesi-a-cavalese-1.6921389
Si tiene sabato 13 aprile a Scutari (Albania) la conferenza di chiusura del progetto "Risorse migranti".
09:30 Registrazione dei partecipanti
10:00 Saluti delle autorità
Silvana Banushi - Direttore Immigrazione MPÇSSHB
Cungu Majid - Presidente del Consiglio Regionale di Scutari
Adam Voltana - Prefetto di Scutari
Ing. Lawrence Bulls - Direttore Regionale del National Employment Service Scutari
10:20 Saluti autorità italiane
Andrea Senatori - Direttore dell'Ufficio per la Cooperazione allo Sviluppo in Albania
10:30 Valutazione dei processi migratori
Paola Villa - Presidente IPSIA
10:50 Presentazione del progetto "Risorse migranti"
Mauro Platè - Coordinatore attività in Albania Acli-IPSIA
Francesco Tommasi - Coordinatore delle Attività in Albania della Caritas Italiana
11:20 “Partenze migranti” - Presentazione del progetto del Ministero del Lavoro italiano
Antonio Fantasia, Referente UCL Ministero del Lavoro e Politiche Sociali italiano.
11:30 Cura territorio, rete introducendo creato dalle attività del progetto
Beneficiari degli interventi e partner
13:00 - Buffet
“Vi ringraziamo per averci fatto vedere che qualcosa si muove”: queste le parole con cui si chiude la tre giorni del workshop formativo sull’impresa sociale organizzato da IPSIA, CGM, Cespi e Oxfam Italia a Milano, all’interno del progetto Albania domani.
Una realtà dinamica, quella delle imprese sociali, sia in Albania che in Italia, come hanno potuto iniziare a comprendere i partecipanti al percorso, provenienti da varie regioni d’Italia e dall’Albania. Molti studenti universitari, ma anche diverse persone con una esperienza significativa nel settore, su entrambe le sponde dell’Adriatico. Un equilibrio che ha favorito la discussione e lo scambio di esperienze nel gruppo e con i relatori.
Fra questi ultimi Irene Margariti, portavoce del Forum delle imprese sociali che si sta sempre più consolidando in Albania, che ha presentato in anteprima alcuni dati della prima ricerca di settore svolta nel paese, che sarà presentata a Tirana il prossimo 15 marzo. Nonostante non sia ancora stata varata una normativa per il settore delle imprese sociali, molte realtà stanno muovendo i propri primi passi, spesso avendo alle spalle rapporti di collaborazione con organizzazioni di cooperazione internazionale. Alcuni soci di queste realtà sono presenti al seminario, come ad esempio Dritan Hoxha, di Tartan Onlus, che dopo una esperienza nella cooperativa sociale L’impronta di Lucca è ora impegnato in un progetto con minori non accompagnati avviato a Tirana proprio attraverso questa cooperativa. Una storia di migrazione di ritorno che ha creato un legame transnazionale fra i due Paesi, come quello che vorrebbe avviare la cooperativa Xenia di Bolzano, fondata da Arta Ngucaj e attiva nei servizi all’infanzia, avviando una propria filiale in Albania.
L’assenza di una legge che in Albania disciplini e incoraggi l’imprenditoria sociale è sicuramente un problema, e il Forum sta facendo pressione perché questa lacuna sia colmata. Tuttavia, come mostra la stessa situazione italiana, non occorre aspettare la legge perché si cerchi di venire incontro ai bisogni che si rilevano nel contesto. La storia delle cooperative sociali in Italia, di cui vengono analizzati e incontrati diversi esempi nella tre giorni, è uno stimolo per i partecipanti. Certo, vedere realtà come quelle di Viridalia, alle porte di Milano, o sentire la storia della coop. Ecosviluppo a Bergamo, possono dare l’impressione di trovarsi di fronte a dei giganti. Ma è importante reperire i fattori che hanno portato al successo di queste iniziative, tenendo a mente la loro continua capacità di rinnovarsi rispetto ai bisogni del contesto in cui operano.
“Il problema non è trovare i soldi, ma le persone” afferma provocatoriamente Francesco Allemano di Viridalia, per ribadire la centralità di un impegno che parte da una passione. La passione traspare dalle persone incontrate, sia in aula che fuori, e contagia gli stessi giovani che si affacciano per la prima volta a questo settore.
Il percorso è un inizio di cammino, e l’occasione per rilanciare è fornita da Irene Margariti, che propone un allargamento del Forum alle esperienze di imprenditoria sociale dei migranti albanesi in Italia. Una possibilità di rete che si inserisce nella prospettiva di valorizzazione delle competenze dei migranti del progetto Albania domani, e che può contribuire a venire incontro a quel crescente bisogno di servizi a cui in Albania gli enti pubblici non riescono ancora a far fronte.
IPSIA, Radio Pulla, Renovabi e Kolping organizzano un corso di fotografia della durata di 3 settimana, tenuto dal fotografo italiano Ennio Brilli.
Il corso inizierà la prima settimana di aprile e si terrà nei giorni di mercoledì e venerdì, presso gli ambienti di Radio Pulla.
Ennio è uno dei 2 volontari partiti per l'Albania il 24 marzo, coinvolti nel progetto "Regala la tua esperienza", per mettere la propria esperienza professionale a servizio dei giovani. Fotografo professionista di Fermo, Ennio ha realizzato reportage e racconti fotografici in Messico, Cuba, Perù, Bolivia, Ecuador, Amazzonia nord occidentale, Algeria, Tunisia, Etiopia, Nepal, ex Jugoslavia ed in altri paesi europei. Ha tenuto mostre personali a Palermo, Bari, Pescara, Roma, Milano, Venezia. Ha pubblicato su "Diario", "Nuovi Argomenti", "Gente Viaggi", "Gente di Fotografia", "Il Manifesto", "La Stampa". È redattore della rivista "Smerilliana".
Per maggiori informazioni:
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Il 24 marzo è iniziato il progetto di volontariato "Regala la tua esperienza", promosso da Acli, FAI, FAP e IPSIA, che si inserisce nell’ambito del tema europeo Invecchiamento Attivo e Solidarietà tra le Generazioni, con l’obiettivo di valorizzare la professionalità degli ”over 50” nei processi di scambio e di costruzione delle relazioni nell’ambito della cooperazione.
Il progetto da una parte vuole dare al volontario l’opportunità di mettere a disposizione la propria esperienza professionale ai giovani che incontrerà durante il progetto; dall’altra vuole fornire ai giovani stessi, beneficiari del progetto, la possibilità di apprendere i “segreti” di un mestiere.
Ennio Brilli e Gigi Cappellini sono i volontari selezionati e che saranno chiamati a confrontarsi sugli aspetti più interessanti della loro professione con i giovani che saranno coinvolti da IPSIA ACLI in Albania. Il primo, fotografo e reporter professionista, il secondo esperto in sviluppo associativo e in progettazione nell’ambito del welfare; professioni diverse ma entrambi accomunati da un unico obiettivo, cioè mettersi in gioco in un contesto “altro”, in favore di uno scambio “inter-generazionale” sul piano professionale ed umano.
A Gigi e ad Ennio, buon inizio di avventura!
Il 15 marzo è stato presentato a Tirana lo studio “Social Economy in Albania – A Survey of Social Enterprises” dal Forum Albanese delle Imprese Sociali. Si tratta della prima indagine condotta in Albania sul tema dell’economia e dell’imprenditoria sociale, ed è stata sviluppata a partire dai dati raccolti da circa 80 organizzazioni no-profit attive su tutto il territorio nazionale.
Lo studio, condotto da consulenti ed esperti internazionali e curato da Adam Asmundo, Responsabile Analisi Economiche RES Palermo, Franco Marzocchi, Presidente di AICONN Forlì, e Daniela Zampini, Programme Coordinator di UNDP Kosovo, è stato realizzato con la collaborazione del Ministero del Lavoro albanese, di AICONN Forlì, di Acli-IPSIA in Albania e della Fondazione RES Palermo e grazie al contributo finanziario di TACSO Albania.
L’evento di venerdì scorso, oltre ai tre curatori della pubblicazione, ha visto la partecipazione di importanti rappresentanti istituzionali, come il Viceministro del Lavoro, Affari Sociali e Pari Opportunità, Kastriot Sulka e l’Ambasciatore d’Italia in Albania, Massimo Gaiani.
Moderando l’incontro, Genci Pasko, Resident Advisor di TACSO Albania, ha sottolineato l’importanza dei risultati della ricerca in quanto strumento per delineare il quadro attuale del contesto albanese e stimolare il dibattito sul ruolo dell’economia sociale in risposta alle attuali sfide socio-economiche.
Un mondo variegato quello dell’economia sociale che negli ultimi anni sembra stia prendendo vita con sempre più forza anche in Albania, rappresentato da una molteplicità di attori (associazioni, fondazioni, società di mutuo soccorso, cooperative, imprese sociali), che, seppur diversi, sono accomunati dal perseguimento di obiettivi non meramente economici e dai principi di reciprocità e democrazia.
Nonostante negli ultimi anni, anche a causa della crisi economica mondiale, si sia registrata una forte riduzione dei contribuiti erogati dai donatori internazionali, lo sviluppo delle organizzazioni no-profit in Albania non è rallentato. La crisi attuale ha portato alla luce nuovi bisogni e incrementato la domanda di nuovi servizi all’interno del sistema di welfare e di assistenza sociale, domanda che è stata assorbita sempre di più da nuove unità economico-sociali.
È, infatti, in questa prospettiva che da alcuni anni è nata e si è sviluppata in seno alla società civile albanese l’idea di impresa sociale: sono sempre di più le organizzazioni del terzo settore che hanno avviato delle attività propriamente economiche volte al raggiungimento di obiettivi di natura sociale e basate sui principi della democrazia partecipativa e della non redistribuzione degli utili.
Attualmente non esiste una normativa specifica che identifichi e regoli questo settore emergente e le realtà esistenti agiscono in base alla legge n. 8878/2001 per le organizzazioni no-profit, con tutte le difficoltà e ambiguità che questo comporta. Come conferma lo studio, in Albania oltre il 40% delle organizzazioni no-profit attive nel paese promuovono un’attività economica, che qualora entrasse in vigore una legge ad hoc, potrebbe essere trasformata in impresa sociale.
Ad oggi le potenziali imprese sociali albanesi sembrano ricoprire sia il settore della produzione di servizi sociali che quello dell’inserimento lavorativo di gruppi svantaggiati. Stando ai dati raccolti dal Forum delle Imprese Sociali Albanesi, circa la metà degli intervistati ha dichiarato di occuparsi di entrambi gli ambiti, il 30% di produrre servizi sociali e il 24% ha definito la propria come un’attività volta all’inserimento sociale e lavorativo di categorie a rischio.
Per quanto riguarda i beneficiari dei servizi, dalla ricerca emerge la presenza di tipologie molto diverse. In primo luogo si tratta di minori e di minoranze etniche e linguistiche, come le comunità Rom ed Egyptian, seguiti dai disabili, gli anziani e i migranti interni e di ritorno. Risulta basso, invece, il numero di imprese che offrono servizi a favore di malati di HIV, malati terminali, tossicodipendenti o ex tossicodipendenti, nonostante l’offerta di servizi sanitari sia in crescita.
Come sottolineato ai microfoni di RadioPulla, social web radio albanese, da Daniela Zampini, quella dell’imprenditoria sociale è una realtà che evidentemente esiste in Albania seppure con le difficoltà dovute all’assenza di un quadro normativo specifico in cui operare. Qualora questa carenza venisse colmata, chiarisce la Zampini, le imprese sociali, o le associazioni che diventano imprese sociali, potrebbero essere molto più efficienti e agire in maniera più coordinata, rispondendo ai bisogni in modo più connesso con il territorio e assicurando che tutti possano far valere il proprio diritto al welfare.
Si tratta di un percorso, quello del pieno riconoscimento dell’impresa sociale in Albania, che è forse ancora all’inizio, che ha ancora bisogno di supporto e maggiore consapevolezza, ma che rappresenta senza dubbio un importante segnale di cambiamento e innovazione. Un processo che sarebbe sbagliato considerare marginale o insignificante, né tantomeno sovversivo o ideologico, perché come ha dichiarato Franco Marzocchi, nel corso della Conferenza “l’economia sociale non è contro l’economia capitalista, è altro”.